Regione; nei primi cento giorni scelte innovative

Inserito da staff il 01 settembre 2010

‘E’ stato attuato dalla giunta regionale e dall’assessorato al Bilancio un lavoro di ricognizione sui capitoli di spesa che si sono configurati, alla prova dei fatti, unicamente funzionali ad esigenze di clientela. L’operazione di bonifica del bilancio regionale andra’ avanti senza esitazioni e cio’ consentira’, gia’ l’anno prossimo, di realizzare economie per 40 milioni di euro da destinare ad investimenti produttivi con ricadute occupazionali’. Lo ha detto l’assessore regionale al Bilancio, Giacomo Mancini – come riporta un comunicato del Club del cinema – rispondendo alle domande sui primi centro giorni del governo Scopelliti, nell’ ambito della iniziativa ‘Incontri a Diamante’ promossa dal Club del Cinema.
Per Mancini, in coerenza col programma- il problema preliminare affrontato e’ stato quello dell’efficienza della macchina burocratica regionale. Non si e’ trattato del tradizionale spoyl system che accompagna ogni alternanza di governo – ha spiegato – ma abbiamo cercato di razionalizzare gli uffici e le responsabilita’ di conduzione in funzione del programma da attuare. C’e’ stato un ampio svecchiamento e, soprattutto, si e’ fatta molta attenzione a non mantenere posizioni consolidate ai vertici dirigenziali. Il lavoro non e’ ancora completato ma il cambio di direzione c’e’ stato e la struttura ha recepito il segnale di cambiamento’.
‘Abbiamo varato – ha sostenuto ancora l’assessore Mancini – misure di incentivi alle imprese che dovrebbero dare vita a 7 mila posti di lavoro circa, con cio’ confermando l’impegno assunto dal presidente Scopelliti in campagna elettorale di dare priorita’ alle politiche del lavoro pur in un quadro di difficolta’ non facili da superare’.
Sulla sanita’ Mancini ‘ha rivendicato, per i primi cento giorni del governo Scopelliti, decisioni innovative per quanto riguarda le nomine, nel senso di nuove energie e competenze in netta discontinuita’ col passato. Domanda d’obbligo la Guardia di Finanza affiancata a Scopelliti come commissario alla sanita’. La risposta di Mancini e’ stata netta e tagliente. Dopo aver precisato che la decisione e’ del governo nazionale, Mancini ha ricordato la sferzante annotazione del ministro Sacconi quando, avendo l’interim della Sanita’, affermo’ che in Calabria i bilanci vengono affidati alla tradizione ‘omerica’ , cioe’ orale, da qui la difficolta’ a tutt’oggi di definire l’ammontare delle passivita’ accumulate in sanita’. Quanto alla Kpmg che avrebbe gia’ da tempo dovuto assolvere al compito di quantificare il debito accumulato, Mancini ha affermato di condividere in pieno la decisione di Scopelliti di revocare l’incarico’.
Per il turismo ‘punto strategico del programma di Scopelliti e’ il turismo e qui
Mancini e’ stato duro, rispondendo indirettamente all’on. Laratta che nei giorni scorsi aveva lamentato la totale assenza di strategie per fare del turismo una leva dello sviluppo regionale. Mancini si e’ concesso dapprima una battuta affermando che le strategie per il turismo non possono certo venire da San Giovanni in Fiore e, con esplicito riferimento al governo Loiero, ha ricordato la vicenda delle navi dei veleni, definita una vera e propria ‘bufala’ che non ha certamente favorito l’immagine turistica della Calabria.
Altro argomento toccato e’ stata la vicenda di Reggio che ha visto intrecciarsi la crisi politica al Comune con la bomba messa davanti al portone del procuratore Di Landro.
‘A Reggio -ha spiegato Mancini - c’e’ chi,per ragioni diverse,non si rassegna al cambiamento ed alla perdita di privilegi e cerca di mettere in discussione la leadership di Scopelliti,conquistata sul campo e briga per depotenziarne la spinta innovativa. Sul versante della criminalita’, la bomba e’ il segno che la magistratura sta colpendo nella direzione giusta mettendo in serie difficolta’ l’organizzazione criminale’.
Rispondendo ad una domanda sulla vicenda delle cooperative di Cosenza in stato di agitazione e sul progetto presentato alla Regione che avrebbe dovuto risolvere il problema in via definitiva e che, a detta dell’ex-assessore Maiolo, proprio al Club del Cinema qualche giorno fa,la Giunta Loiero aveva approvato e passato ai dipartimenti affinche’ diventasse esecutivo, Manciniha detto ‘niente di piu’ falso-ha affermato Mancini-ed e’ vergognoso che si faccia lotta politica sulla pelle di lavoratori che appartengono alle fasce piu’ deboli della societa’.Il progetto non era specificamente orientato a sistemare in via definitiva i lavoratori delle cooperative e nella sua genericita’ riguardava le aree urbane e non specificatamente Cosenza. Per altro il progetto non esplicitava l’assorbimento automatico dei lavoratori delle cooperative nei nuovi organismi previsti nel progetto. La giunta Scopelliti,insomma, non ha revocato nulla e meno che mai si e’ sognata di penalizzare i lavoratori delle cooperative.Le carte e le delibere parlano chiaro - ha concluso Mancini – e gli stessi lavoratori delle cooperative se ne possono rendere direttamente conto. Cio’ non toglie che la giunta regionale ha grande considerazione per il grande disagio che vivono le cooperative di Cosenza’.

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L’assessore all’ambiente di Loiero aveva annunciato, più di un mese fa, una querela nei miei confronti, ma da allora non sono stato né convocato da un magistrato, né ho ricevuto una citazione – così Giacomo Mancini intervenendo alla presentazione del libro “Navi dei Veleni”nel municipio di Piane Crati in provincia di Cosenza.
Ciò a dimostrazione che costui porta con sé la grave responsabilità di aver alimentato un ingiustificato allarmismo diffondendo la falsa notizia che il nostro mare fosse contaminato da sostanze tossiche e inquinanti. L’assessore di Loiero- ha continuato Mancini- perseguiva due obbiettivi: il primo montare una polemica contro il governo nazionale accusandolo di disinteresse per l’emergenza calabrese, il secondo favorire l’impresa gestita da un congiunto alla quale sono stati infatti elargiti cospicui fondi regionali per le operazioni condotte a largo di Cetraro dalla motonave Copernaut Franca.
Adesso che per fortuna, grazie all’intervento puntuale e chiarificatore del Governo, nei calabresi è passata la preoccupazione, a rimanere – ha concluso Mancini- sono solo i danni terrificanti all’immagine della Calabria e alla nostra già debole economia provocati dalla sciagurata condotta dei collaboratori di Loiero.

Nel municipio di Cosenza è stato presentato il libro di Massimo Clausi e Roberto Grandinetti edito da rubettino dal titolo “Le navi dei veleni”. Tra i relatori della manifestazione vi è stato Giacomo Mancini che ha ribadito il suo punto di vista e ha sollevato molti dubbi sulla condotta dell’assessore regionale all’ambiente.
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‘Il coordinamento regionale del Pdl esprime solidarieta’ all’on. Giacomo Mancini per le dichiarazioni intimidatorie del dott. Silvio Greco, assessore regionale all’ambiente’. E’ quanto scritto in una nota del Pdl.
‘Rispondere alle osservazioni dell’on Mancini preannunciando una querela – prosegue il comunicato – significa intimidire e, appunto, evitare di chiarire nel merito le richieste legittime avanzate da un dirigente politico. Il comportamento irresponsabile sul piano politico del dott. Greco ha determinato caos e confusione rispetto a una vicenda, quale quella delle navi dei veleni, che avrebbe dovuto far registrare, invece, prudenza e cautela. Greco risponda all’on. Mancini sul punto, dimostrando nei fatti di non avere nulla da temere’.
‘Certamente – conclude la nota – l’on. Mancini non si fara’ condizionare, e con lui il Pdl, da azioni giudiziarie che non nascondono il dilettantismo politico del titolare della delega all’ambiente e ne’, purtroppo, i danni causati alla Calabria dalle sue esternazioni’

 

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Nave veleni; il Governo ha fatto il suo dovere

Inserito da staff il 03 novembre 2009

Questo intervento di Giacomo Mancini è stato pubblicato in prima pagina sul Quotidiano della Calabria di oggi.

A conclusione del suo fondo domenicale Matteo Cosenza si è chiesto se, dopo le tranquillizzanti relazioni scientifiche prodotte dal Ministro Prestigiacomo, il caso della cosiddetta nave di veleni si possa ritenere definitivamente chiuso, oppure, se al contrario, quella proposta dal ministero e supportata dalla procura nazionale antimafia, sia solo una verità di comodo che invece nasconde l’ennesima trama dell’ennesimo mistero di Italia.

A rischio di deluderlo una seconda volta (la prima è stata quando ho imboccato una linea differente rispetto a quella che il direttore asserisce avrebbe seguito, fosse stato ancora in vita, mio nonno) e, però, avendo guadagnato le credenziali di esser stato tra i primi (e di questo, bontà sua il Direttore mi da merito) ad aver detto, fin da subito, che la vicenda assomigliava molto ad una bufala enorme, mi sento di dire che si il caso è chiuso.

E si è chiuso anche in tempi rapidi.

In soli 47 giorni (in Calabria ne passano come minimo 90 per eseguire una tac) il Governo ha rintracciato una nave con personale qualificato e con strumentazioni all’avanguardia, l’ha inviata a largo di Cetraro, grazie al lavoro dei ricercatori dell’ISPRA ha scoperto che il relitto a 500 metri di profondità non era la Cunsky (come invece sosteneva il pentito) che è stata dimessa nel porto indiano di Alang nel 1992, ma il piroscafo passeggeri Catania (il nome è ancora leggibile sullo scafo), lì affondato nel 1917 durante la prima guerra mondiale, ha svolto rilievi e campionature sul mare e infine ha verificato che l’acqua di quel tratto di costa non è in alcun modo né radioattiva , né contaminata.

Insomma, il Governo ha fatto, per intero, il suo dovere: ha risposto alle richieste che provenivano dalle genti di Calabria per sapere presto e sino in fondo la verità. E, caso più unico che raro, ha prodotto questo impegno senza poter contare sulla collaborazione costruttiva e leale del governo regionale che anzi, attraverso il suo assessore all’ambiente lo ha quotidianamente ricoperto di pesanti critiche e astiose invettive, arrivando anche a mostrarsi contrariato nel momento in cui i calabresi festeggiavano per aver scampato il pericolo di essere bagnati da un mare radioattivo.

Ed proprio per questo che nel mentre, a mio giudizio, è possibile ritenere chiuso il caso, è oltremodo doveroso passare a svelare ed a punire le responsabilità di chi ha strumentalmente alimentato l’allarmismo che ha messo in ginocchio la già debole economia calabrese.

E’ infatti sacrosanto diritto dei calabresi conoscere il motivo per il quale i rappresentanti del governo regionale hanno seguito una condotta che ha finito per ledere gli interessi della Calabria, compromettendo la nostra immagine agli occhi dell’opinione pubblica nazionale e straniera.

E su questo punto fondamentale non passa inosservato il fragoroso silenzio dell’onorevole Loiero e quello del sempre ciarliero assessore all’ambiente. Quest’ultimo, in particolare, ha il dovere di spiegare se e come il suo interesse imprenditoriale nella Nautilus (società cooperativa che offre servizi pel l’oceanografia) si sia sovrapposto alla sua funzione di responsabile regionale di quello stesso settore, e se e come abbia influenzato il suo approccio alla vicenda e la sua condotta di amministratore regionale

Infine la imponente mobilitazione che si è registrata anche grazie all’iniziativa del Quotidiano della Calabria e che fornito l’ennesima dimostrazione di quanto sia viva e vitale l’opinione pubblica calabrese, merita di rimanere protagonista nel dibattito sul presente e sul futuro della Calabria.

Con questo numero importante di cittadini, chi si candida a rappresentare una nuova stagione di governo deve impegnarsi in maniera formale a non barattare mai il proprio interesse di parte a discapito di quello generale della Calabria.  

Infatti lo scontro politico, anche il più violento, deve avere un limite invalicabile. Per tutti. Un limite che non è concesso a nessuno di oltrepassare: quello di ledere gli interessi della nostra terra e di pregiudicare il nostro futuro. In questa vicenda, questo limite è stato superato.

Non deve accadere mai più.

 

leggi  l’ intervento su Il Quotidiano della Calabria
leggi cosa aveva scritto Matteo Cosenza
leggi Il Calcestruzzo.it

Nave veleni, Loiero si scusi con i calabresi

Inserito da staff il 29 ottobre 2009

Adesso che è stato chiarito che la famigerata nave dei veleni non è altro che un piroscafo passeggeri affondato nel 1917 durante la prima guerra mondiale, è giunto il momento che l’onorevole Loiero si scusi con tutti i calabresi per aver alimentato un allarmismo tanto strumentale quanto ingiustificato che ha provocato danni incalcolabili all’economia calabrese- così Giacomo Mancini del PDL.

E’ imperdonabile che  al solo fine di ottenere un tornaconto elettorale, Loiero- ha continuato Mancini- non abbia esitato a far passare in Italia e all’estero il messaggio che il nostro mare fosse radioattivo distruggendo così l’immagine della nostra terra.

Le conseguenze negative di questa scellerata condotta saranno pagate a lungo da tutti i calabresi, per questo, prima di uscire di scena, Loiero- ha concluso Mancini- farebbe bene a cospargersi il capo di cenere pregando anche il suo assessore all’ambiente di rimanere in Australia.

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Mentre il ministro Prestigiacomo è alacremente al lavoro e comunica dati confortanti sulla salute del mare calabrese, l’assessore regionale all’ambiente si occupa dell’emergenza della Calabria andando in Australia. Sembra una barzelletta, ma purtroppo è la verità- così Giacomo Mancini del PDL.


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Nave veleni, Loiero chieda scusa ai calabresi

Inserito da staff il 27 ottobre 2009

Quella di oggi è una giornata felice per la Calabria, infatti, i risultati delle analisi diffuse dal Ministro Prestigiacomo, l’inattendibilità del pentito certificata dal procuratore Grasso e la definitiva certezza che il relitto a largo di Cetraro non sia quello della Cunsky, lasciano intendere che il mare calabrese non sia radioattivo- così Giacomo Mancini del PDL.

Tutto ciò provoca enorme  soddisfazione – ha continuato Mancini- per aver (al momento) scongiurato il rischio di una catastrofe di proporzioni immani per la nostra regione, ma insieme aumenta l’indignazione nei confronti di coloro i quali, ad iniziare dall’onorevole Loiero e dal suo assessore all’ambiente, in queste settimane hanno diffuso un allarmismo ingiustificato che ha messo in ginocchio l’economia calabrese.

E per questo adesso –ha concluso Mancini- l’onorevole Loiero farebbe bene a chiedere scusa ai calabresi  per non aver esitato a screditare la nostra terra, a distruggere la nostra immagine agli occhi dell’intero Paese e non solo, al solo fine di conquistare qualche voto in più.


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Di seguito il testo di un’intervista rilasciata da Giacomo Mancini all’AGI

Parteciperà alla manifestazione di Amantea?

Assolutamente no. Trovo più che giusto che dalla Calabria si faccia sentire la voce di un popolo che chiede di vivere in una regione sicura anche dal punto di vista ambientale. E, però, è imperdonabile che da un mese in Italia e all’Estero si sia strumentalmente diffusa l’idea che il mare calabrese sia radioattivo e pieno di scorie, solo per imbastire una polemica contro il governo nazionale. E ad Amantea ho l’impressione che per gridare forte contro il governo, vomiteranno veleni sulla Calabria. Un crimine imperdonabile contro la nostra terra.

Di chi la responsabilità di questa deriva?

Da quando il pentito ha parlato di questo relitto collegandolo ad un traffico internazionale di rifiuti, l’onorevole Loiero ed il suo assessore all’ambiente invece di affrontare con pacatezza e serietà il problema hanno dato polvere ai cannoni della propaganda anti Berlusconi  parlando di “bomba tossica” senza che esistesse un solo dato scientifico a conforto. Eppure da Loiero era lecito attendersi più equilibrio.

Perché?

Conosce perfettamente, per averlo sofferto sulla propria pelle, quanto possano essere fallaci e strumentali i racconti dei pentiti. Eppure subito è stato chiaro che quei racconti andavano registrati con molta cautela. Ha parlato dell’affondamento della Cunsky a largo di Cetraro, quando quella nave risulta essere stata demolita nel 1992 nel porto indiano di Alang. E poi…

E poi?

E poi questi fusti propagandati come radioattivi a detta del capo ispettore dei ricercatori del Ispra sembrano contenitori normalissimi in dotazione a tutte le navi e alloggiati sul ponte per contenere oggetti vari e non certamente sostanze tossiche.

Insomma si starebbe risolvendo tutto in una grande bolla di sapone?

Aspettiamo gli esami definitivi ,augurandoci che escludano ogni pericolo. E, però, i danni prodotti da questo allarmismo strumentale sono ingenti e rischiano di avere conseguenze devastanti. Pensiamo al settore turistico e a quello ittico: sono in ginocchio e non sarà facile risollevarli.

Cosa rimprovera a chi ha soffiato sul fuoco delle polemiche?

Chi ha responsabilità istituzionali ha il dovere dell’equilibrio. Il Presidente Pecorella della commissione parlamentare sulle ecomafie è stato anche in questa vicenda impeccabile. E’ invece imperdonabile che il massimo rappresentante istituzionale della Calabria  pur di lucrare un vantaggio in termini elettorali per la sua parte, non abbia esitato a distruggere agli occhi del mondo l’immagine della Calabria.

 

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Ha perfettamente ragione il Presidente Pecorella quando invita a non creare ingiustificati allarmi che rischiano di avere conseguenze nefaste sulla già debole economia calabrese, pur in mancanza dell’accertamento di un reale pericolo – così Giacomo Mancini del PDL.

Purtroppo per la Calabria, però, la saggezza e l’equilibrio dell’onorevole Pecorella sono doti che l’onorevole Loiero non possiede, visto che –ha proseguito Mancini- da più di un mese insieme al suo assessore all’ambiente non esita a dipingere il mare calabrese come radioattivo, al solo fine di  alimentare una strumentale polemica contro il governo nazionale.

Non so se sulla linea dell’allarmismo Loiero riuscirà a puntellare la sua traballante posizione, e però quello che è certo- ha concluso Mancini -è che la posizione dell’attuale governatore ha provocato un danno enorme all’immagine dell’intera Calabria e ha messo in ginocchio il settore turistico e quello ittico.

 

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