Inserito da staff il 01 settembre 2010
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Inserito da staff il 21 dicembre 2009
L’assessore all’ambiente di Loiero aveva annunciato, più di un mese fa, una querela nei miei confronti, ma da allora non sono stato né convocato da un magistrato, né ho ricevuto una citazione – così Giacomo Mancini intervenendo alla presentazione del libro “Navi dei Veleni”nel municipio di Piane Crati in provincia di Cosenza.
Ciò a dimostrazione che costui porta con sé la grave responsabilità di aver alimentato un ingiustificato allarmismo diffondendo la falsa notizia che il nostro mare fosse contaminato da sostanze tossiche e inquinanti. L’assessore di Loiero- ha continuato Mancini- perseguiva due obbiettivi: il primo montare una polemica contro il governo nazionale accusandolo di disinteresse per l’emergenza calabrese, il secondo favorire l’impresa gestita da un congiunto alla quale sono stati infatti elargiti cospicui fondi regionali per le operazioni condotte a largo di Cetraro dalla motonave Copernaut Franca.
Adesso che per fortuna, grazie all’intervento puntuale e chiarificatore del Governo, nei calabresi è passata la preoccupazione, a rimanere – ha concluso Mancini- sono solo i danni terrificanti all’immagine della Calabria e alla nostra già debole economia provocati dalla sciagurata condotta dei collaboratori di Loiero.
Inserito da staff il 10 novembre 2009
Nel municipio di Cosenza è stato presentato il libro di Massimo Clausi e Roberto Grandinetti edito da rubettino dal titolo “Le navi dei veleni”. Tra i relatori della manifestazione vi è stato Giacomo Mancini che ha ribadito il suo punto di vista e ha sollevato molti dubbi sulla condotta dell’assessore regionale all’ambiente.
Clicca qui per vedere l’intervento
Inserito da staff il 08 novembre 2009
‘Il coordinamento regionale del Pdl esprime solidarieta’ all’on. Giacomo Mancini per le dichiarazioni intimidatorie del dott. Silvio Greco, assessore regionale all’ambiente’. E’ quanto scritto in una nota del Pdl.
‘Rispondere alle osservazioni dell’on Mancini preannunciando una querela – prosegue il comunicato – significa intimidire e, appunto, evitare di chiarire nel merito le richieste legittime avanzate da un dirigente politico. Il comportamento irresponsabile sul piano politico del dott. Greco ha determinato caos e confusione rispetto a una vicenda, quale quella delle navi dei veleni, che avrebbe dovuto far registrare, invece, prudenza e cautela. Greco risponda all’on. Mancini sul punto, dimostrando nei fatti di non avere nulla da temere’.
‘Certamente – conclude la nota – l’on. Mancini non si fara’ condizionare, e con lui il Pdl, da azioni giudiziarie che non nascondono il dilettantismo politico del titolare della delega all’ambiente e ne’, purtroppo, i danni causati alla Calabria dalle sue esternazioni’
Inserito da staff il 03 novembre 2009
Questo intervento di Giacomo Mancini è stato pubblicato in prima pagina sul Quotidiano della Calabria di oggi.
A conclusione del suo fondo domenicale Matteo Cosenza si è chiesto se, dopo le tranquillizzanti relazioni scientifiche prodotte dal Ministro Prestigiacomo, il caso della cosiddetta nave di veleni si possa ritenere definitivamente chiuso, oppure, se al contrario, quella proposta dal ministero e supportata dalla procura nazionale antimafia, sia solo una verità di comodo che invece nasconde l’ennesima trama dell’ennesimo mistero di Italia.
A rischio di deluderlo una seconda volta (la prima è stata quando ho imboccato una linea differente rispetto a quella che il direttore asserisce avrebbe seguito, fosse stato ancora in vita, mio nonno) e, però, avendo guadagnato le credenziali di esser stato tra i primi (e di questo, bontà sua il Direttore mi da merito) ad aver detto, fin da subito, che la vicenda assomigliava molto ad una bufala enorme, mi sento di dire che si il caso è chiuso.
E si è chiuso anche in tempi rapidi.
In soli 47 giorni (in Calabria ne passano come minimo 90 per eseguire una tac) il Governo ha rintracciato una nave con personale qualificato e con strumentazioni all’avanguardia, l’ha inviata a largo di Cetraro, grazie al lavoro dei ricercatori dell’ISPRA ha scoperto che il relitto a 500 metri di profondità non era la Cunsky (come invece sosteneva il pentito) che è stata dimessa nel porto indiano di Alang nel 1992, ma il piroscafo passeggeri Catania (il nome è ancora leggibile sullo scafo), lì affondato nel 1917 durante la prima guerra mondiale, ha svolto rilievi e campionature sul mare e infine ha verificato che l’acqua di quel tratto di costa non è in alcun modo né radioattiva , né contaminata.
Insomma, il Governo ha fatto, per intero, il suo dovere: ha risposto alle richieste che provenivano dalle genti di Calabria per sapere presto e sino in fondo la verità. E, caso più unico che raro, ha prodotto questo impegno senza poter contare sulla collaborazione costruttiva e leale del governo regionale che anzi, attraverso il suo assessore all’ambiente lo ha quotidianamente ricoperto di pesanti critiche e astiose invettive, arrivando anche a mostrarsi contrariato nel momento in cui i calabresi festeggiavano per aver scampato il pericolo di essere bagnati da un mare radioattivo.
Ed proprio per questo che nel mentre, a mio giudizio, è possibile ritenere chiuso il caso, è oltremodo doveroso passare a svelare ed a punire le responsabilità di chi ha strumentalmente alimentato l’allarmismo che ha messo in ginocchio la già debole economia calabrese.
E’ infatti sacrosanto diritto dei calabresi conoscere il motivo per il quale i rappresentanti del governo regionale hanno seguito una condotta che ha finito per ledere gli interessi della Calabria, compromettendo la nostra immagine agli occhi dell’opinione pubblica nazionale e straniera.
E su questo punto fondamentale non passa inosservato il fragoroso silenzio dell’onorevole Loiero e quello del sempre ciarliero assessore all’ambiente. Quest’ultimo, in particolare, ha il dovere di spiegare se e come il suo interesse imprenditoriale nella Nautilus (società cooperativa che offre servizi pel l’oceanografia) si sia sovrapposto alla sua funzione di responsabile regionale di quello stesso settore, e se e come abbia influenzato il suo approccio alla vicenda e la sua condotta di amministratore regionale
Infine la imponente mobilitazione che si è registrata anche grazie all’iniziativa del Quotidiano della Calabria e che fornito l’ennesima dimostrazione di quanto sia viva e vitale l’opinione pubblica calabrese, merita di rimanere protagonista nel dibattito sul presente e sul futuro della Calabria.
Con questo numero importante di cittadini, chi si candida a rappresentare una nuova stagione di governo deve impegnarsi in maniera formale a non barattare mai il proprio interesse di parte a discapito di quello generale della Calabria.
Infatti lo scontro politico, anche il più violento, deve avere un limite invalicabile. Per tutti. Un limite che non è concesso a nessuno di oltrepassare: quello di ledere gli interessi della nostra terra e di pregiudicare il nostro futuro. In questa vicenda, questo limite è stato superato.
Non deve accadere mai più.
leggi l’ intervento su Il Quotidiano della Calabria
leggi cosa aveva scritto Matteo Cosenza
leggi Il Calcestruzzo.it
Inserito da staff il 29 ottobre 2009
Adesso che è stato chiarito che la famigerata nave dei veleni non è altro che un piroscafo passeggeri affondato nel 1917 durante la prima guerra mondiale, è giunto il momento che l’onorevole Loiero si scusi con tutti i calabresi per aver alimentato un allarmismo tanto strumentale quanto ingiustificato che ha provocato danni incalcolabili all’economia calabrese- così Giacomo Mancini del PDL.
E’ imperdonabile che al solo fine di ottenere un tornaconto elettorale, Loiero- ha continuato Mancini- non abbia esitato a far passare in Italia e all’estero il messaggio che il nostro mare fosse radioattivo distruggendo così l’immagine della nostra terra.
Le conseguenze negative di questa scellerata condotta saranno pagate a lungo da tutti i calabresi, per questo, prima di uscire di scena, Loiero- ha concluso Mancini- farebbe bene a cospargersi il capo di cenere pregando anche il suo assessore all’ambiente di rimanere in Australia.
leggi Il Quotidiano della Calabria
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Inserito da staff il 27 ottobre 2009
Mentre il ministro Prestigiacomo è alacremente al lavoro e comunica dati confortanti sulla salute del mare calabrese, l’assessore regionale all’ambiente si occupa dell’emergenza della Calabria andando in Australia. Sembra una barzelletta, ma purtroppo è la verità- così Giacomo Mancini del PDL.
leggi Gazzetta del Sud
Inserito da staff il 27 ottobre 2009
Quella di oggi è una giornata felice per la Calabria, infatti, i risultati delle analisi diffuse dal Ministro Prestigiacomo, l’inattendibilità del pentito certificata dal procuratore Grasso e la definitiva certezza che il relitto a largo di Cetraro non sia quello della Cunsky, lasciano intendere che il mare calabrese non sia radioattivo- così Giacomo Mancini del PDL.
Tutto ciò provoca enorme soddisfazione – ha continuato Mancini- per aver (al momento) scongiurato il rischio di una catastrofe di proporzioni immani per la nostra regione, ma insieme aumenta l’indignazione nei confronti di coloro i quali, ad iniziare dall’onorevole Loiero e dal suo assessore all’ambiente, in queste settimane hanno diffuso un allarmismo ingiustificato che ha messo in ginocchio l’economia calabrese.
E per questo adesso –ha concluso Mancini- l’onorevole Loiero farebbe bene a chiedere scusa ai calabresi per non aver esitato a screditare la nostra terra, a distruggere la nostra immagine agli occhi dell’intero Paese e non solo, al solo fine di conquistare qualche voto in più.
Inserito da staff il 24 ottobre 2009
Di seguito il testo di un’intervista rilasciata da Giacomo Mancini all’AGI
Parteciperà alla manifestazione di Amantea?
Assolutamente no. Trovo più che giusto che dalla Calabria si faccia sentire la voce di un popolo che chiede di vivere in una regione sicura anche dal punto di vista ambientale. E, però, è imperdonabile che da un mese in Italia e all’Estero si sia strumentalmente diffusa l’idea che il mare calabrese sia radioattivo e pieno di scorie, solo per imbastire una polemica contro il governo nazionale. E ad Amantea ho l’impressione che per gridare forte contro il governo, vomiteranno veleni sulla Calabria. Un crimine imperdonabile contro la nostra terra.
Di chi la responsabilità di questa deriva?
Da quando il pentito ha parlato di questo relitto collegandolo ad un traffico internazionale di rifiuti, l’onorevole Loiero ed il suo assessore all’ambiente invece di affrontare con pacatezza e serietà il problema hanno dato polvere ai cannoni della propaganda anti Berlusconi parlando di “bomba tossica” senza che esistesse un solo dato scientifico a conforto. Eppure da Loiero era lecito attendersi più equilibrio.
Perché?
Conosce perfettamente, per averlo sofferto sulla propria pelle, quanto possano essere fallaci e strumentali i racconti dei pentiti. Eppure subito è stato chiaro che quei racconti andavano registrati con molta cautela. Ha parlato dell’affondamento della Cunsky a largo di Cetraro, quando quella nave risulta essere stata demolita nel 1992 nel porto indiano di Alang. E poi…
E poi?
E poi questi fusti propagandati come radioattivi a detta del capo ispettore dei ricercatori del Ispra sembrano contenitori normalissimi in dotazione a tutte le navi e alloggiati sul ponte per contenere oggetti vari e non certamente sostanze tossiche.
Insomma si starebbe risolvendo tutto in una grande bolla di sapone?
Aspettiamo gli esami definitivi ,augurandoci che escludano ogni pericolo. E, però, i danni prodotti da questo allarmismo strumentale sono ingenti e rischiano di avere conseguenze devastanti. Pensiamo al settore turistico e a quello ittico: sono in ginocchio e non sarà facile risollevarli.
Cosa rimprovera a chi ha soffiato sul fuoco delle polemiche?
Chi ha responsabilità istituzionali ha il dovere dell’equilibrio. Il Presidente Pecorella della commissione parlamentare sulle ecomafie è stato anche in questa vicenda impeccabile. E’ invece imperdonabile che il massimo rappresentante istituzionale della Calabria pur di lucrare un vantaggio in termini elettorali per la sua parte, non abbia esitato a distruggere agli occhi del mondo l’immagine della Calabria.
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Inserito da staff il 22 ottobre 2009
Ha perfettamente ragione il Presidente Pecorella quando invita a non creare ingiustificati allarmi che rischiano di avere conseguenze nefaste sulla già debole economia calabrese, pur in mancanza dell’accertamento di un reale pericolo – così Giacomo Mancini del PDL.
Purtroppo per la Calabria, però, la saggezza e l’equilibrio dell’onorevole Pecorella sono doti che l’onorevole Loiero non possiede, visto che –ha proseguito Mancini- da più di un mese insieme al suo assessore all’ambiente non esita a dipingere il mare calabrese come radioattivo, al solo fine di alimentare una strumentale polemica contro il governo nazionale.
Non so se sulla linea dell’allarmismo Loiero riuscirà a puntellare la sua traballante posizione, e però quello che è certo- ha concluso Mancini -è che la posizione dell’attuale governatore ha provocato un danno enorme all’immagine dell’intera Calabria e ha messo in ginocchio il settore turistico e quello ittico.
leggi Economia-oggi