Inserito da staff il 10 maggio 2009
Con il Pdl il nipote del leader storico Psi «Interpreto il socialismo meridionale»
L’intervista
Ha sulle spalle una pesante eredità: Giacomo Mancini è il nipote dell’omonimo storico ex segretario del Psi. Oggi è candidato con il Pdl alle europee nella circoscrizione Sud.
Perché il Pdl?
«E’ un punto di riferimento per coloro che provengono da una storia riformista. I due coordinatori Denis Verdini e Sandro Bondi hanno voluto la mia candidatura quale simbolo del socialismo meridionale rappresentato da mio nonno. Mi rivolgo a tutti i socialisti e riformisti che hanno aderito al Pdl, partito del fare e della concretezza, nato dalla confluenza di una serie di storie tra cui quella socialista».
Qual è il suo obiettivo?
«Rafforzare la politica riformatrice del governo Berlusconi. A Napoli il governo si è simbolicamente riunito a inizio legislatura per affrontare l’emergenza rifiuti. Dopo dieci mesi il problema è stato risolto».
Le europee sono una verifica per il governo?
«In dieci mesi l’Italia si è rialzata grazie a una serie di interventi. Ora l’obiettivo è contare di più in Europa».
ger. aus.
(da Il Mattino di Napoli del 10 maggio 2009 pag. 43)
clicca qui per visualizzare la pagina
Inserito da staff il 10 maggio 2009
«La destra non c’è più, il futuro del Pdl è a sinistra». È il tema delle scelte di campo il leit motiv della presentazione del volume di Paolo Russo, deputato del Pdl, dedicato alla figura di Giuseppe Saragat. L’autore, che fu segretario dei giovani socialdemocratici italiani, riunisce un parterre di riformisti di nuova generazione, Stefania Craxi e Giacomo Mancini, e la vecchia guardia del Psdi, Pietro Longo. «Per gettare le basi di quello che sarà il dopo-Berlusconi – dice Longo – il Pdl deve guardare a sinistra. Sull’altro fronte ha già vinto». D’altronde, come ricorda la Craxi, «i migliori esponenti del governo Berlusconi, vengono dalla tradizione socialista e socialdemocratica». «Nel ’94, per me che venivo della socialdemocrazia, – racconta l’autore – avevo non poche remore a entrare in Forza Italia. Ancora oggi mi chiedo se è il Pdl è la nostra casa. Ma la risposta è semplice: non so se l’inceneritore di Acerra è di destra o di sinistra, so che è la risposta pragmatica alla crisi dei rifiuti. E io mi iscrivo al partito della concretezza». Giacomo Mancini junior, pronipote del meridionalista Pietro e nipote dell’esponente di punta del Psi, è stato per due volte deputato nelle fila del centrosinistra, e è oggi candidato alle europee per il Pdl: «Se la sinistra è Franceschini che insegue il becero giustizialismo di Di Pietro, se è la mala amministrazione di Bassolino e Iervolino – dice – allora sono di destra».
enr.pr. (da Il Mattino di Napoli del 9 maggio 2009 pag. 36)
clicca qui per vedere la pagina del giornale
clicca foto 1
clicca foto 2
clicca foto 3
clicca foto 4
Inserito da staff il 08 maggio 2009
“Sono orgoglioso di poter essere punto di riferimento nella lista del Pdl del vasto mondo del riformismo meridionale che guarda con fiducia al Presidente Berlusconi e all’azione riformatrice del suo Governo”. Queste le parole pronunciate da Giacomo Mancini, candidato nel Pdl alle elezioni europee, nel corso di una manifestazione a Napoli con Paolo Russo, Stefania Craxi e Pietro Longo.
“Il Mezzogiorno e la Campania in particolare, in questi anni, hanno sofferto la politica negativa del PD – ha continuato Mancini – per le pesanti responsabilità dei dirigenti di quel partito, questa terra è stata additata dell’opinione pubblica internazionale come esempio di cattiva amministrazione e di sperperi”.
“In pochi mesi – ha detto ancora il candidato del Pdl – il Presidente Berlusconi ha realizzato una profonda rivoluzione: i fatti hanno prevalso sulle chiacchiere. L’emergenza rifiuti risolta, Napoli finalmente pulita. Per questo – ha concluso Mancini- oggi chiediamo di sostenere la cifra riformista del Governo e di dare maggiore forza all’Italia in Europa per far contare il nostro paese di più”.