Scarica l’intervento pubblicato sull’edizione di oggi di Libero di Vittorio Feltri a pagina. 12
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Per il Sud occorrono buoni politici

Inserito da giacomo il 19 luglio 2009

Il Sud non ha bisogno di un altro partito, ma di buoni politici.

Basterebbe forse questa considerazione per liquidare l’iniziativa di cui si discute in questi giorni.

E, però, depurando il tema dal tatticismo con cui viene agitato dai suoi proponenti che sembrano mossi solo dalla necessità di conquistare maggiore centralità o di uscire dalle difficoltà o addirittura dall’isolamento che vivono all’interno del proprio campo politico, ci si imbatte in una grande discussione che trova nuovi spunti anche nei dati di recente diffusi da Svimez che denunciano la fuga dal Sud di molte giovani intelligenze.

Secondo l’istituto che si occupa di monitorare l’economia nel meridione, infatti, nel periodo che va dal 1997 al 2008 oltre 700 mila persone hanno lasciato le regioni del Sud per trasferirsi al Nord.

Nello stesso decennio (questa volta la fonte è Bankitalia) 181 miliardi di euro sono stati stanziati per il Mezzogiorno.

Insomma i cittadini abbandonano il Sud, ma il Sud non è stato abbandonato dai governi che si sono succeduti nell’ultimo decennio.

Nonostante le responsabilità che si rimpallano reciprocamente le forze che si sono alternate all’opposizione con quelle che si sono succedute al governo, il Mezzogiorno è stato e continua ad essere sommerso di risorse. Nazionali e comunitarie.

Quello che manca al Sud, quindi non sono le risorse, ma è una classe dirigente capace di trasformare questi enormi flussi di denaro in sviluppo e in opportunità.

Purtroppo sono ancora in troppi quelli che considerano più facile prodursi in lamenti che produrre idee, che reputano più redditizio denunciare disattenzione da parte degli altri, che rimboccarsi le maniche e dimostrare quello che si è capaci di fare. Soprattutto tra la classe dirigente.

E da qui che deve iniziare un nuovo percorso per il riscatto del Mezzogiorno: occorrono donne e uomini che nei rispettivi ruoli nei partiti, nelle istituzioni, nelle imprese, nelle associazioni di categoria siano mossi dall’orgoglio dell’essere meridionali e insieme dalla consapevolezza che qui come (e anche più) che al Nord è possibile fare, realizzare, contare.

Nel corso della campagna elettorale per le europee che mi ha regalato la soddisfazione di essere dopo Berlusconi il più votato in Calabria tra tutti i candidati della mia lista, ho conosciuto tante persone, soprattutto giovani, animate da questo spirito.

Ed è proprio a queste giovani energie che occorre dare voce e speranza.

E’ questa la sfida dei partiti. Primo tra tutti del Pdl che nella modernizzazione e nell’innovazione ha la sua cifra e insieme la sua ragione sociale. E che, come hanno confermato le ultime elezioni, vince quando ha la capacità di spingere l’acceleratore fino in fondo sul terreno del cambiamento, arretrando, invece, quando offre una proposta contigua al modello che invece deve contrastare.

Allo stesso tempo, sarebbe auspicabile che su questa prospettiva si misurasse, dando vita ad una sorta di competizione virtuosa con il Pdl, anche il Pd che tante responsabilità ha nella cattiva gestione delle regioni e degli enti locali del Sud.

E per vincere questa sfida la strada maestra è quella di mettere in campo una nuova generazione di dirigenti che sappia imporre nell’agenda e nelle scelte di governo gli interessi delle nostre terre e non che subisca ed esaudisca in silenzio i desiderata di qualche luogotenente settentrionale (anche questo ho verificato in campagna elettorale) perchè pensa che soltanto così potrà essere garantita la propria permanenza nelle istituzioni.

Del resto quando ci sono le buone idee e non manca la determinazione nel battersi per farle prevalere, si trova sempre chi le sostiene e chi le appoggia anche lontano dai nostri confini.

E’ successo, per esempio, quando il Sindaco di Reggio Calabria ha chiesto e si è speso fino a quando non ha ottenuto il riconoscimento per la sua splendida comunità dei poteri e delle funzioni che spettano alle città metropolitane.

Del resto i grandi meridionalisti come Nitti, Salvemini, Fortunato, Villari, Gullo e Mancini hanno elaborato idee che inquadrassero lo sviluppo del Sud in un disegno di crescita nazionale ed intorno ad esse hanno creato un fronte di sostegno culturale, politico ed anche sociale che, a volte, è riuscito a vincere perplessità e resistenze.

Oggi mancano intelligenze di quel calibro e personalità di quello spessore, ma è pur vero che nel Mezzogiorno esiste un quadro vitale e dinamico che vuole uscire dalla crisi economica, sociale e morale che affligge ampia parte della nostra comunità.

Ecco perché a chi propone di creare un partito del Sud esibendo come elemento attrattivo le proprie clientele e la gestione disinvolta del denaro pubblico, nell’interesse del Sud bisogna contrapporre una nuova generazione di dirigenti che si distinguano per comportamenti limpidi e che elaborino traiettorie di sviluppo sulla quale far nascere una sintonia diffusa nell’intero Paese.

– Questo intervento è stato pubblicato dal Quotidiano della Calabria in prima pagina con il titolo “Partito del Sud? Sono meglio i buoni politici”
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– “Al nostro Mezzogiorno non serve una sigla ma una classe dirigente” su Libero
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– “Per il Sud serve la buona politica” su Lab-Il Socialista
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“Le elezioni europee e quelle amministrative sono legate per far vincere il buon governo”. Giacomo Mancini, nei giorni scorsi a Cosenza, ha incontrato i Repubblicani uniti a Pino Gentile per la conquista della Provincia di Cosenza.

Ciao Campania

Inserito da giacomo il 08 maggio 2009

Oggi inizia una due giorni fitta di manifestazioni e di incontri in Campania. Ad invitarmi sono le personalità del mondo socialista, socialdemocratico e riformista  di quella regione.

Da quando infatti i coordinatori nazionali Bondi e Verdini, presentando i candidati al Parlamento Europeo, hanno evidenziato e sottolineato come la mia presenza nella lista fosse riferimento unico per la vasta area del riformismo meridionale, ho ricevuto una lunga serie di attestati di stima ed insieme di dichiarazioni di sostegno da parte di quei settori riformisti del PDL.

A Napoli sarò ospite di Paolo Russo erede della migliore tradizione socialdemocratica attualmente Presidente della Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati, per partecipare alla presentazione della sua opera dedicata a Giuseppe Saragat insieme a Stefania Craxi, sottosegretaria agli esteri nel Governo Berlusconi, insieme alla quale in serata mi sposterò ad Avellino per una manifestazione voluta dalla Fondazione Craxi e domani a Nocera dove sarà presente anche Stefano Caldoro.

Rifletteremo sul passato, ma soprattutto discuteremo del futuro.

La Campania è una terra che ha toccato con mano i limiti e le negatività dell’azione amministrativa del PD, ma che in questo ultimo anno ha conosciuto ed apprezzato la capacità realizzatrice del Governo Berlusconi che in pochi mesi ha affrontato e felicemente risolto la grande emergenza dei rifiuti.

Il primo Consiglio dei Ministri a Napoli e l’inaugurazione recente del termovalorizzatore di Acerra sono gli atti simbolici e concreti della determinazione del Governo Berlusconi di parlare solo ed esclusivamente con i fatti.

Noi meridionali abbiamo bisogno di azione concreta. La cifra che ha ispirato la storia riformista e che definisce la traiettoria del PDL. Con il consenso degli elettori porteremo quyesta energia anche in Europa dove l’Italia vuole contare ancora di più.

Spero in questi due giorni di incontrare anche le tante amiche e i tanti amici della campania che stanno seguengo le pagine di questo blog.

A prestissimo.

I riformisti voteranno PDL

Inserito da giacomo il 04 maggio 2009

Le argomentazioni sciorinate dalle colonne del Corriere della Sera dall’onorevole Franceschini ispirate al più becero dipietrismo rappresentano insieme alla sua malcelata rassegnazione rispetto all’esito delle europee l’ennesima conferma di come il Partito Democratico abbia perso definitivamente la spinta verso la tanto declamata vocazione maggioritaria e al contrario si stia condannando ad una lunga stagione di opposizione gridata.

Ecco perché è facile prevedere, come del resto affermano tutti gli istituti demoscopici che gli elettori bocceranno ancora una volta la linea delle chiacchiere inconcludenti del segretario del PD che favoleggia di un pericolo per la democrazia  e invece premieranno i fatti e la capacità realizzatrice messa in campo dal Presidente Berlusconi e dal suo governo.

In questo quadro ci sono tutte le condizioni perché il PDL conquisti la fiducia di tutto l’elettorato riformista così da raggiungere  e superare il consenso della maggioranza degli italiani.

“I Riformisti voteranno per me”
Da Il Domani della Calabria
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Non imbratterò i muri con i manifesti

Inserito da giacomo il 03 maggio 2009

Tante città del Sud, ad iniziare dalla mia, sono sporche e mal amministrate.

E’ un delitto sporcarle ancora di più.

Per questo non  imbratterò i muri con i miei manifesti.

Sarò presente personalmente e non con le gigantografie in tanti centri della mia circoscrizione che comprende l’Abruzzo, la Basilicata, la Calabria, la Campania, il Molise e la Puglia.

Tenterò di incontrare quanti più cittadini possibili per sottolineare i tanti e importanti risultati ottenuti dal Governo Berlusconi in meno di un anno di attività.

A chi non riuscirò a stringere la mano, farò conoscere le ambizioni del PDL e le mie idee intervenendo nei programmi televisivi e radiofonici delle tante emittenti locali.

E ancora di più sarò disponibile ad un confronto con tutti coloro che lo vorranno attraverso internet, i blog, i social forum

La sfida è quella di sconfiggere la vecchia politica delle chiacchiere inconcludenti e dello stanco meridionalismo lamentoso per far vincere i fatti e per far emergere le energie giovani.

Il Presidente Berlusconi ed il Suo Governo hanno dimostrato con i fatti che l’Italia si può rialzare e può tornare ad essere protagonista.

E’ giunto il momento che l’Italia inizi a contare di più in Europa.

Per questo c’è bisogno di mandare a rappresentarci una delegazione giovane, preparata e dinamica.

Il PDL lo farà.

Niente manifesti per Mancini
Da  Il Quotidiano

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Niente manifesti per Mancini
Da  Il Domani

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“Europee nell’era di Facebook. Mancini controcorrente” sull’agenzia Adnkronos
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Giuseppe Scopelliti, neo coordinatore regionale del PDL, insieme al suo vice  Tonino Gentile, ha tenuto una conferenza stampa per tracciare le direttici del Popolo della Libertà in Calabria. Incalzato dalle domande dei giornalisti, Scopelliti ha espresso il suo apprezzamento per la candidatura di Giacomo Mancini alle prossime Europee. Si tratta – ha sottolineato Scopelliti  parlando del giovane dirigente- di un’ importante risorsa per il Popolo della Libertà. La notizia ha avuto risalto sui giornali calabresi.


“Scopelliti battezza il PDL”
Da “Il Quotidiano della Calabria”

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“Scopelliti: un programma entro Natale”

Da “ Gazzetta del Sud”

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“Sarà scontro tra Mancini e Pirillo”

Da  “Gazzetta del Sud”

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