Hanno proprio una bella faccia tosta gli ormai sparuti (e spariti) sostenitori di Loiero a parlare di divisioni nel PDL, quando la Calabria proprio a causa della presenza in campo di Loiero è l’unica regione in Italia dove PD e IDV corrono uno contro l’altro armati- così Giacomo Mancini del PDL. Ed infatti mentre in tutta Italia il PD è ammanettato a Di Pietro che detta a Bersani l’agenda e la linea politica, in Calabria- ha continuato Mancini- in quella coalizione c’è stata una profonda rottura perchè il leader di IDV ha sempre ritenuto molti tra i dirigenti del PD, ad iniziare da Loiero, meritevoli di essere ammanettati e proprio per questo, invocando la questione morale, si è rifiutato di sostenere la ricandidatura del presidente uscente e ha presentato e sta sostenendo un altro candidato alla presidenza. Ecco perché a Loiero non resta che rassegnarsi al fatto- ha concluso Mancini- che fra due settimane la sua vecchia e fallimentare stagione sarà sostituita dal nuovo che funziona rappresentato da Giuseppe Scopelliti.

Sono volgari e inqualificabili le parole con le quale l’onorevole Di Pietro ha commentato la giusta e lungimirante decisione del Sindaco Moratti di intitolare un luogo di Milano a Bettino Craxi – così Giacomo Mancini del PDL. Così come è sconfortante il silenzio della nuova dirigenza del PD – ha continuato Mancini- che non ha espresso una netta presa di distanza da toni e giudizi che instillano odio e che impediscono un costruttivo confronto nell’interesse del Paese. La verità- ha concluso Mancini- è che tanta parte della cosiddetta sinistra è ancora imprigionata dal becero giustizialismo di Di Pietro che le impedirà per chissà quanto altro tempo ancora uno sbocco realmente riformista.

berlusconi_ansa21La costante e fattiva attenzione del Presidente Berlusconi e dell’intero Governo per la tragedia dell’Abruzzo è sotto gli occhi di tutti e rende orgogliosi gli italiani – così Giacomo Mancini del Pdl. Per questo rasenta il ridicolo l’onorevole Di Pietro- ha continuato Mancini- quando chiede di pensare ai fatti e a mettere da parte le passerelle. Infatti- ha concluso Mancini- l’invito proviene da chi da ministro dei lavori pubblici in diciotto mesi si è distinto solo per le chiacchiere e non è stato in grado di realizzare una sola opera degna di questo nome.