BUON 2010

Inserito da giacomo il 31 dicembre 2009

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Ormai mancano solo poche ore alla fine dell’anno vecchio e all’inizio di quello nuovo.

E’ tempo di auguri. Anche da parte mia.

Auguri a tutti coloro che nel 2009 (da ogni angolo del pianeta) si sono collegati con il mio blog seguendo queste pagine. Auguri a chi ha voluto lasciare il proprio commento consegnandomi suggerimenti, apprezzamenti e anche critiche.

Auguri e grazie infinite a chi mi ha sostenuto: agli amici di sempre che ancora una volta mi hanno fatto sentire la loro preziosa vicinanza ed a quelli nuovi che mi hanno accolto con amicizia e generosità.

Auguri e sessantaduemilavolte grazie agli elettori che mi hanno votato premiandomi con la loro stima e la loro fiducia.

Quello che sta per iniziare sarà un anno di nuove sfide.

Lo affronterò con l’impegno e la determinazione di sempre.

Buon 2010 a tutti.

Sono volgari e inqualificabili le parole con le quale l’onorevole Di Pietro ha commentato la giusta e lungimirante decisione del Sindaco Moratti di intitolare un luogo di Milano a Bettino Craxi – così Giacomo Mancini del PDL. Così come è sconfortante il silenzio della nuova dirigenza del PD – ha continuato Mancini- che non ha espresso una netta presa di distanza da toni e giudizi che instillano odio e che impediscono un costruttivo confronto nell’interesse del Paese. La verità- ha concluso Mancini- è che tanta parte della cosiddetta sinistra è ancora imprigionata dal becero giustizialismo di Di Pietro che le impedirà per chissà quanto altro tempo ancora uno sbocco realmente riformista.

Questo intervento di Giacomo Mancini è stato pubblicato sulla prima pagina del Quotidiano della Calabria oggi in edicola

In un passaggio del forum con il Quotidiano della Calabria – che ha fornito l’occasione al candidato a governatore del PDL per produrre un’analisi a 360 gradi sui programmi, sulle alleanze e sul futuro della nostra regione – Giuseppe Scopelliti ha parlato di me  dicendo: “Mancini é uno dei più grandi sostenitori della mia candidatura e io vedo in lui un giovane brillante che può contribuire alla crescita della mia terra”.
Quelle parole non sono solo un lusinghiero riconoscimento nei miei confronti ma, ancor di più, rappresentano la cifra politica cui è ispirata la candidatura di Giuseppe Scopelliti: dialogare e coinvolgere energie giovani che, pur provenendo da storie diverse, decidono di lavorare insieme, sostenendosi lealmente e unite da una vicinanza generazionale, per realizzare insieme un  grande progetto di riscatto per la nostra terra.
Era prevedibile che, per ostacolare un approccio così moderno e lungimirante, coloro che si oppongono al cambiamento tentino di rinfocolare gli antichi contrasti, che hanno dilaniato la comunità calabrese ormai quaranta anni fa. Su quelle vicende il giudizio, sereno e obiettivo, spetta agli storici, dai quali sono sicuro che  Mancini verrà considerato come un leader riformatore mai guidato da visioni grette.
Così come era scontato che il rapporto, stretto e profondo, tra un figlio politico della rivolta di Reggio del 1970 ed il nipote dell’allora segretario nazionale del PSI che, in quei giorni lontani, fu impiccato in effige in piazza, scombini i piani di quanti cercano di alimentare il campanilismo più becero e le divisioni più profonde tra i nostri territori.
Del resto, recentemente, l’onorevole Loiero ha, provocatoriamente, ricordato al candidato a governatore del PDL che la sede della giunta è a Catanzaro e non a Reggio Calabria.
Per questo non mi stupisce che si tenti di tener viva questa polemica. Né mi sorprende che ad intervenire sia stata chiamata chi porta un cognome non neutro. Infatti proprio lo spietato dittatore Stalin insegnava che il colpo più terribile per il nemico è quello assestato da chi a questi è più vicino.
Per me non è una novità. Da tempo, sono vittima del veleno di chi, nell’edizione del 24 dicembre, è stata ospitata sulla prima pagina de il Quotidiano della Calabria. Nel corso di ogni campagna elettorale devo subire i suoi astiosi attacchi. L’ultimo (anzi, adesso è il penultimo) fu scatenato in occasione delle elezioni europee dello scorso giugno. Il primo, invece, risale a dieci anni fa, quando mio nonno decise di presentare, per la prima volta, la mia candidatura.  All’epoca, naturalmente, il bersaglio non fu la mia persona, ma mio nonno stesso che evitò, da allora, di rispondere alle pressanti telefonate che giungevano da Roma.
Per parte mia mi sono sempre imposto di tacere e di tenermi dentro l’amarezza e il dispiacere di questi attacchi tanto violenti quanto ingiusti. Se oggi decido di rompere il silenzio è non solo e non tanto per far notare come tanta acrimonia trovi giustificazione in interessi ben più prosaici di un presunto amore per la verità sui protagonisti della storia della Calabria: infatti, tra le altre miserie, di cui sono stato bersaglio, ci fu anche quella di subire una denuncia penale (sic!) per aver deciso – insieme a mio padre, il giornalista e scrittore Pietro Mancini, e alla vedova di mio nonno, la compianta donna Vittoria Vocaturo – di donare il monumentale archivio cartaceo, fotografico e filmico prodotto da Giacomo Mancini, al Senato della Repubblica, allo scopo di rendere più agevole la sua conoscenza ed il suo studio da parte delle nuove generazioni.
Ma ho deciso di intervenire, soprattutto, perché mi preme sottolineare e rimarcare la sfida che ha presentato ai calabresi Giuseppe Scopelliti.
La nostra missione è quella di costruire la nuova stagione della Calabria. Di guardare al futuro. Di provare a dare una speranza ad una comunità che la sta perdendo.  Di provocare una rivoluzione serena contro i mali antichi della nostra aspra e complessa terra.
Per vincere questa sfida, che è così ambiziosa da far tremare i polsi,  occorre mettere in campo uno sforzo corale, che faccia lavorare, gomito a gomito, anche chi porta con sé storie diverse, anche quelle che, nei lontani anni 70, si scontrarono, violentemente, lasciando sul campo dolore, sofferenza e morte.
Ed è proprio per questo che per parte mia – che mi sono sempre mosso, pur commettendo alcuni errori, con l’ obiettivo di onorare gli insegnamenti dello “statista del fare” Giacomo Mancini e di difendere la sua lezione politica, pagando per questo prezzi salatissimi – vorrei inginocchiarmi al cospetto della lapide, che ricorda i fatti e le vittime di Reggio Calabria nel 1970.
Mi inginocchio rispettoso e commosso per inviare un forte e credibile messaggio di omaggio per chi, purtroppo, è caduto e, insieme, di speranza per chi ha voglia di continuare a lottare per la nostra amata Calabria. 

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leggi la lettera di Pietro Mancini

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leggi lettera di Antonio Landolfi

leggi lettera di Giacomo Mancini

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Leggi Rita Anania
leggi lettera di Daniela Francini
leggi lettara di Sergio Dragone
leggi lettera di Salvatore Magarò
leggi lettera di Ottavio Rossani

Giuseppe Scopelliti ha partecipato ad un forum con il direttore ed i giornalisti del Quotidiano della Calabria che ha fornito l’occasione al candidato a governatore del PDL per un’analisi a 360 gradi sui programmi, sulle alleanze e sul futuro della nostra regione. Un passaggio della lunga converazione Scopelliti lo dedica a Giacomo Mancini “é uno dei più grandi sostenitori della mia candidatura e io vedo in lui un giovane brillante che può contribuire alla crescita della mia terra”.

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L’assessore all’ambiente di Loiero aveva annunciato, più di un mese fa, una querela nei miei confronti, ma da allora non sono stato né convocato da un magistrato, né ho ricevuto una citazione – così Giacomo Mancini intervenendo alla presentazione del libro “Navi dei Veleni”nel municipio di Piane Crati in provincia di Cosenza.
Ciò a dimostrazione che costui porta con sé la grave responsabilità di aver alimentato un ingiustificato allarmismo diffondendo la falsa notizia che il nostro mare fosse contaminato da sostanze tossiche e inquinanti. L’assessore di Loiero- ha continuato Mancini- perseguiva due obbiettivi: il primo montare una polemica contro il governo nazionale accusandolo di disinteresse per l’emergenza calabrese, il secondo favorire l’impresa gestita da un congiunto alla quale sono stati infatti elargiti cospicui fondi regionali per le operazioni condotte a largo di Cetraro dalla motonave Copernaut Franca.
Adesso che per fortuna, grazie all’intervento puntuale e chiarificatore del Governo, nei calabresi è passata la preoccupazione, a rimanere – ha concluso Mancini- sono solo i danni terrificanti all’immagine della Calabria e alla nostra già debole economia provocati dalla sciagurata condotta dei collaboratori di Loiero.

E’ veramente paradossale, e la dice lunga sullo stato confusionale di una vecchia sinistra, che dirigenti politici e sindacali che dovrebbero impegnarsi nella creazione di nuove opportunità di lavoro, scendano in piazza per protestare contro un’opera che favorirà almeno 40.000 nuovi posti di lavoro ogni anno nella fase della sua realizzazione- così Giacomo Mancini del PDL.

Il Ponte sullo stretto è una grande opportunità per la Calabria, il Sud e l’intero Paese e con l’imminente avvio dei suoi lavori il premier Berlusconi ottiene tre importanti risultati - ha continuato Mancini- il primo è quello di dare forza alle grandi medie e piccole imprese, creando, appunto, nuova occupazione e nuova ricchezza; il secondo è quello di mettere con le spalle al muro l’ambientalismo più retrogrado che impediva la realizzazione in Italia di ogni grande infrastruttura; il terzo è quello di realizzare azioni concrete nell’interesse del Mezzogiorno.
La manifestazione contro il Ponte – ha concluso Mancini- offre la dimostrazione come da una parte c’è la vecchia sinistra che si limita alle chiacchiere, dall’altra un Governo che produce fatti concreti.

 

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Piane Crati; Municipio – sala consiliare

Inserito da staff il 16 dicembre 2009

20 dicembre 2009
18:00a20:00

Presentazione libro Massimo Clausi “La nave dei veleni”

Mancini e Craxi esempi di politica del fare

Inserito da staff il 14 dicembre 2009

La cultura politica riformista e innovativa di Craxi e Mancini è ancora vitale. La loro capacità di cambiare le cose attraverso azioni politiche concrete, la cosiddetta “politica delle cose”, può essere un esempio per coloro che oggi sono chiamati a governare i processi di cambiamento. Ciò vale anche per quelli che vengono da storie e culture diverse dal socialismo riformista.

E’ questo il messaggio che è venuto dal convegno di studi su Giacomo Mancini e Bettino Craxi, svoltosi a Catanzaro per iniziativa del Circolo “Willy Brandt” e delle due Fondazioni che portano i nomi dei due leader socialisti.

Non ha avuto difficoltà a definire Mancini e Craxi antesignani della “politica del fare” il leader del PDLCalabria e candidato a Governatore Giuseppe Scopellit “Mancini e Craxi – ha detto – sono esempi di fattività politica a cui ispirarsi”.

Stefania Craxi, sottosegretario agli esteri e presidente della Fondazione Craxi, ha orgogliosamente rivendicato i meriti dei due leader socialisti che hanno lasciato tracce profonde nell’Italia repubblicana.

 

 

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Notte sempre più buia sulla città di Cosenza. In piazza dei Bruzi da giorni è in atto la protesta dei dipendenti dellaVallecrati, la società che gestisce la raccolta dei rifiuti, che è sull’orlo del fallimento. Perugini che avrebbe poteri e funzioni per offrire ai cittadini una città pulita e ai lavoratori un futuro sicuro anche in questo dimostra incapacità e inconcludenza. Il gruppo del PDL al Comune dice: o Perugini risolve il problema o è meglio che si dimetta. GiacomoMancini si reca sotto il Municipio e dice ai lavoratori:Perugini si indigna perun albero di Natale bruciato,io mi indigno perchè Perugini ha mandatoin fumo centinaia di posti di lavoro.

leggi nota del PDL

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leggi accuse a Perugini di Calabria Maceri

leggi nota Fondazione Mancini

Chi si è formato alla lezione politica di due grandi uomini fattivi e realizzativi come Giacomo Mancini e Bettino Craxi non può che identificarsi nella candidatura di Giuseppe Scopelliti a governatore della Calabria- così Giacomo Mancini del PDL intervenendo a Catanzaro ad un dibattito con Stefania Craxi

In una terre nella quale i dirigenti del PD si distinguono per le chiacchiere, infatti, Scopelliti ha il merito- ha continuato Mancini- di investire in una lungimirante politica del fare che ha consentito alla sua città di raggiungere successi prima inimmaginabili ed al suo Sindaco di conquistare consensi ampi.

Ecco perché chi ha una storia socialista in Calabria – ha concluso Mancini- e che, in passato, si è riconosciuto nelle leadersheep riformatrici di Mancini e Craxi, oggi sosterrà con convinzione Scopelliti e la sua sfida per avviare una nuova stagione per la Calabria.