Fine settimana cosentino per il candidato del PDL alla presidenza della regione. Giuseppe Scopelliti ha partecipato tra venerdì e domenica a diverse manifestazioni in Provincia di Cosenza. Il messaggio che ha lanciato è stato chiaro: in Calabria c’è bisogno di una nuova stagione che rompa definitivamente con il clientelismo, l’affarsmo e l’immobilismo. Alle iniziative di Cosenza e S. Marco Argentano insieme a Scopelliti c’erano anche Giacomo Mancini e Fausto Orsomarso.

leggi articoli:
Gazzetta del Sud
Il Quotidiano della Calabria
Il Quotidiano della Calabria

La scomparsa dell’on. Roberto Caruso è motivo di dolore personale e insieme rappresenta una grave perdita per tutta la comunità cosentina e calabrese che ha conosciuto e stimato l’uomo perbene ed il dirigente politico  capace –così Giacomo Mancini del Pdl.
Roberto Caruso è stato consigliere comunale di Cosenza, consigliere e assessore  regionale e deputato al Parlamento -ha continuato Mancini- distinguendosi sempre per un impegno costruttivo e mai fazioso. Con lui ho condiviso cinque anni di legislatura, consolidando un’amicizia nata anni prima, attraverso mio nonno che inseriva Roberto fra le personalità illuminate di Cosenza.
Alla moglie Carla ed ai figli – ha concluso Mancini – giungano le mie più sentite condoglianze.

leggi Il Quotidiano della Calabria

Dobbiamo ringraziare l’on. Elio Belcastro dell’Mpa perchè e’ l’unico calabrese che conosce il prof. Misaggi: la sua dichiarazione di oggi e’ la conferma del disegno che egli persegue, che e’ quello di arrestare il processo di cambiamento in atto in una Calabria che vuole avere, con Giuseppe Scopelliti, un presidente giovane e capace di ridare speranza alla comunità. lo afferma Giacomo Mancini, del Pdl.
Pur di attaccare il PDL - aggiunge Mancini – Belcastro non ha vergogna di dire che la comunità calabrese si riconosce in una persona che, semplicemente, e’ da tutti sconosciuta: e’ la misura dello stile con cui l’on. Belcastro persegue la sua battaglia politica.
Sarebbe utile – conclude Mancini – che l’on Belcastro volgesse altrove le sue attenzioni per esempio nei confronti del PD incapace di portare a termine un solo punto del suo programma elettorale: sono questi gli avversari politici di chi ha veramente a cuore le sorti della Calabria.

leggi Il Quotidiano della Calabria
leggi Gazzetta del Sud
leggi il proseguo della polemica sul Quotidiano

leggi Fausto Orsomarso all’AGI

leggi gli esponenti del PDL all’ ANSA

L’accordo siglato tra i sindaci di Roma e di Reggio Calabria che consente di esporre nella splendida Pinacoteca civica di Reggio importanti opere d’arte di proprietà dei Musei Capitolini rappresenta l’ennesimo e importante successo dell’amministrazione guidata da Giuseppe Scopelliti e insieme definisce una traiettoria di crescita per l’intera Calabria- così Giacomo Mancini del Pdl.

Infatti questa regione è ricca di un patrimonio di inestimabile valore anche di beni culturali e architettonici che testimoniano esperienze e influenze che hanno contaminato la storia della Calabria e che oggi possono rappresentare- ha continuato Mancini- oggetto di nuovi rapporti di collaborazione tra istituzioni e, ancora di più, elemento di attrazione di nuovi flussi di turismo culturale.

Ecco perché – ha concluso Mancini- la strada imboccata a Reggio rappresenta un esempio virtuoso per la nuova stagione che con Giuseppe Scopelliti apriremo in Calabria.

Cosenza sta conoscendo il periodo pìù buio della sua storia. L’attuale amministrazione  è responsabile del degrado della città. Sono continue le emergenze. A renderle ancora più grave è la mancanza di liquidità delle cassa comunali. Giacomo Mancini in una dichiarazione alla Gazzetta del Sud : da tempo è stato superato il limite.

Leggi il pezzo di Domenico Marino

I cento anni del Teatro Rendano, una delle più prestigiose istituzioni culturali della città, meritavano ben altro tipo di celebrazione rispetto a quella proposta dall’attuale amministrazione comunale.

Un cartellone composto unicamente da i Pagliacci e la Lucia di Lammermoor non è adeguato a Cosenza, non è rispettoso della sua tradizione, non è consono alla celebrazione del centenario del nostro Teatro- così Giacomo Mancini.

Assomiglia, invece, al surrogato, che, veniva venduto, quando ero bambino, nei mercatini periferici al posto del cioccolato, che era considerato troppo caro e troppo raffinato.

Purtroppo, come i cosentini sanno bene, questa amministrazione si è specializzata in surrogati. Anche nell’offerta culturale :il festival delle Invasioni, San Giuseppe rock, la Casa delle Culture, la lirica.

Eppure- ha continuato Mancini- in tanti ricordano con rimpianto quando, solo alcuni anni fa, il Rendano risplendeva. Dall’inizio di ottobre fino a metà dicembre il Teatro veniva riservato esclusivamente alla lirica, ogni altra manifestazione pubblica veniva dirottata altrove. Sulla facciata veniva calato un telo che esibiva il cartellone, che peraltro era stato già annunciato alla stampa nazionale in una conferenza che si svolgeva al Castello Svevo, a tempo debito, ossia all’inizio dell’estate.

Cosenza non ospitava, come accade oggi, qualche compagnia di ventura, utile soltanto a rabberciare qualche spettacolo di secondo ordine  raccogliticcio e improvvisato. Il Teatro diventava un centro di alta produzione. Capitava che una o più opere liriche venivano prodotte dal teatro stesso, coinvolgendo la Philarmonia Mediterranea, ossia i musicisti della città, ma anche la sartoria, le maestranze, i tecnici interni ed esterni.

Frequentare in quei giorni il Rendano- ha proseguito Mancini- era un piacere: si incontravano artisti di livello internazionale, si poteva osservarli durante le prove, si poteva apprendere e ammirare la loro professionalità e il loro talento.

E i risultati si vedevano: le opere realizzate a Cosenza vincevano premi internazionali, le maggiori riviste del settore scendevano a Cosenza a realizzare speciali sulla nostra stagione lirica.

E non mancavano le manifestazioni che, allora venivano considerate di contorno, come il premio internazionale Giacomantonio, che ha fatto conoscere e ha premiato giovani virtuosi dello strumento musicale a livello mondiale.

Il teatro era luogo di ritrovo dell’intellighenzia. Era sede di un mensile chiamato, appunto, Teatro Rendano, che produceva dibattito e pensiero, non era un foglio propagandistico ma, testimoniando lo spirito liberale degli amministratori dell’epoca, rivolgeva anche critiche agli stessi spettacoli realizzati dal teatro.

Ricordo quegli anni, senza voler enfatizzare nulla, ma con la volontà di chiamare a raccolta i protagonisti di allora insieme ai talenti che lì si sono formati e che inondavano con la loro passione il centro storico e alle energie che vogliono che si animi il Rendano.

E dico a tutti loro: è arrivato il momento di ripartire, di ricominciare insieme a lavorare per Cosenza.

Quest’anno, come è consuetudine da quando si è insediata questa amministrazione, in tanti si organizzeranno per andare al Politeama di Catanzaro per assistere a spettacoli di buon livello.

Ma deve essere l’ultimo anno- ha concluso Mancini- Deve essere l’ultima volta che per non evidenziare i tanti spazi vuoti con un  giro di telefonate gli amici vengono pregati di accomodarsi gratis  in platea.

Cosenza e il Rendano meritano di meglio.

 

 

 

leggilo su Il Quotidiano della Calabria
leggi nota di Vincenzo Adamo

leggi il reportage di Rosita Gangi

parte II

parte III

parte IV

leggi nota di Franco Dionesalvi sul Quotidiano della Calabria

Nel municipio di Cosenza è stato presentato il libro di Massimo Clausi e Roberto Grandinetti edito da rubettino dal titolo “Le navi dei veleni”. Tra i relatori della manifestazione vi è stato Giacomo Mancini che ha ribadito il suo punto di vista e ha sollevato molti dubbi sulla condotta dell’assessore regionale all’ambiente.
Clicca qui per vedere l’intervento

Parte I

Parte II

Parte III

leggi Il Quotidiano della Calabria

‘Il coordinamento regionale del Pdl esprime solidarieta’ all’on. Giacomo Mancini per le dichiarazioni intimidatorie del dott. Silvio Greco, assessore regionale all’ambiente’. E’ quanto scritto in una nota del Pdl.
‘Rispondere alle osservazioni dell’on Mancini preannunciando una querela – prosegue il comunicato – significa intimidire e, appunto, evitare di chiarire nel merito le richieste legittime avanzate da un dirigente politico. Il comportamento irresponsabile sul piano politico del dott. Greco ha determinato caos e confusione rispetto a una vicenda, quale quella delle navi dei veleni, che avrebbe dovuto far registrare, invece, prudenza e cautela. Greco risponda all’on. Mancini sul punto, dimostrando nei fatti di non avere nulla da temere’.
‘Certamente – conclude la nota – l’on. Mancini non si fara’ condizionare, e con lui il Pdl, da azioni giudiziarie che non nascondono il dilettantismo politico del titolare della delega all’ambiente e ne’, purtroppo, i danni causati alla Calabria dalle sue esternazioni’

 

leggi Il Quotidiano della Calabria

La scelta di Reggio come sede della finale di Federation Cup tra Italia e USA rappresenta un grande successo, che onora tutta la Calabria e di cui grande merito ha Giuseppe Scopelliti- così Giacomo Mancini del PDL.

In poche settimane grazie soprattutto alle lungimiranti iniziative del suo Sindaco, Reggio Calabria ha ospitato importanti eventi internazionali: prima- ha continuato Mancini- il meeting tra i sindaci delle città del mediterraneo che hanno definito una piattaforma per uno sviluppo comune e ora gli incontri finali della più prestigiosa competizione del tennis femminile a squadre, che proietteranno l’attenzione di tutti i media, italiani ed esteri; sulla Calabria

Questi eventi, seppur di natura diversa, confermano le potenzialità della Calabria di conquistare un nuovo protagonismo anche nel panorama internazionale; a questa ambizione- ha concluso Mancini- si deve inspirare la nuova classe dirigente che ambisce a far sbocciare una nuova stagione per la nostra terra.. 

Nave veleni; il Governo ha fatto il suo dovere

Inserito da staff il 03 novembre 2009

Questo intervento di Giacomo Mancini è stato pubblicato in prima pagina sul Quotidiano della Calabria di oggi.

A conclusione del suo fondo domenicale Matteo Cosenza si è chiesto se, dopo le tranquillizzanti relazioni scientifiche prodotte dal Ministro Prestigiacomo, il caso della cosiddetta nave di veleni si possa ritenere definitivamente chiuso, oppure, se al contrario, quella proposta dal ministero e supportata dalla procura nazionale antimafia, sia solo una verità di comodo che invece nasconde l’ennesima trama dell’ennesimo mistero di Italia.

A rischio di deluderlo una seconda volta (la prima è stata quando ho imboccato una linea differente rispetto a quella che il direttore asserisce avrebbe seguito, fosse stato ancora in vita, mio nonno) e, però, avendo guadagnato le credenziali di esser stato tra i primi (e di questo, bontà sua il Direttore mi da merito) ad aver detto, fin da subito, che la vicenda assomigliava molto ad una bufala enorme, mi sento di dire che si il caso è chiuso.

E si è chiuso anche in tempi rapidi.

In soli 47 giorni (in Calabria ne passano come minimo 90 per eseguire una tac) il Governo ha rintracciato una nave con personale qualificato e con strumentazioni all’avanguardia, l’ha inviata a largo di Cetraro, grazie al lavoro dei ricercatori dell’ISPRA ha scoperto che il relitto a 500 metri di profondità non era la Cunsky (come invece sosteneva il pentito) che è stata dimessa nel porto indiano di Alang nel 1992, ma il piroscafo passeggeri Catania (il nome è ancora leggibile sullo scafo), lì affondato nel 1917 durante la prima guerra mondiale, ha svolto rilievi e campionature sul mare e infine ha verificato che l’acqua di quel tratto di costa non è in alcun modo né radioattiva , né contaminata.

Insomma, il Governo ha fatto, per intero, il suo dovere: ha risposto alle richieste che provenivano dalle genti di Calabria per sapere presto e sino in fondo la verità. E, caso più unico che raro, ha prodotto questo impegno senza poter contare sulla collaborazione costruttiva e leale del governo regionale che anzi, attraverso il suo assessore all’ambiente lo ha quotidianamente ricoperto di pesanti critiche e astiose invettive, arrivando anche a mostrarsi contrariato nel momento in cui i calabresi festeggiavano per aver scampato il pericolo di essere bagnati da un mare radioattivo.

Ed proprio per questo che nel mentre, a mio giudizio, è possibile ritenere chiuso il caso, è oltremodo doveroso passare a svelare ed a punire le responsabilità di chi ha strumentalmente alimentato l’allarmismo che ha messo in ginocchio la già debole economia calabrese.

E’ infatti sacrosanto diritto dei calabresi conoscere il motivo per il quale i rappresentanti del governo regionale hanno seguito una condotta che ha finito per ledere gli interessi della Calabria, compromettendo la nostra immagine agli occhi dell’opinione pubblica nazionale e straniera.

E su questo punto fondamentale non passa inosservato il fragoroso silenzio dell’onorevole Loiero e quello del sempre ciarliero assessore all’ambiente. Quest’ultimo, in particolare, ha il dovere di spiegare se e come il suo interesse imprenditoriale nella Nautilus (società cooperativa che offre servizi pel l’oceanografia) si sia sovrapposto alla sua funzione di responsabile regionale di quello stesso settore, e se e come abbia influenzato il suo approccio alla vicenda e la sua condotta di amministratore regionale

Infine la imponente mobilitazione che si è registrata anche grazie all’iniziativa del Quotidiano della Calabria e che fornito l’ennesima dimostrazione di quanto sia viva e vitale l’opinione pubblica calabrese, merita di rimanere protagonista nel dibattito sul presente e sul futuro della Calabria.

Con questo numero importante di cittadini, chi si candida a rappresentare una nuova stagione di governo deve impegnarsi in maniera formale a non barattare mai il proprio interesse di parte a discapito di quello generale della Calabria.  

Infatti lo scontro politico, anche il più violento, deve avere un limite invalicabile. Per tutti. Un limite che non è concesso a nessuno di oltrepassare: quello di ledere gli interessi della nostra terra e di pregiudicare il nostro futuro. In questa vicenda, questo limite è stato superato.

Non deve accadere mai più.

 

leggi  l’ intervento su Il Quotidiano della Calabria
leggi cosa aveva scritto Matteo Cosenza
leggi Il Calcestruzzo.it