Nave veleni, Loiero si scusi con i calabresi

Inserito da staff il 29 ottobre 2009

Adesso che è stato chiarito che la famigerata nave dei veleni non è altro che un piroscafo passeggeri affondato nel 1917 durante la prima guerra mondiale, è giunto il momento che l’onorevole Loiero si scusi con tutti i calabresi per aver alimentato un allarmismo tanto strumentale quanto ingiustificato che ha provocato danni incalcolabili all’economia calabrese- così Giacomo Mancini del PDL.

E’ imperdonabile che  al solo fine di ottenere un tornaconto elettorale, Loiero- ha continuato Mancini- non abbia esitato a far passare in Italia e all’estero il messaggio che il nostro mare fosse radioattivo distruggendo così l’immagine della nostra terra.

Le conseguenze negative di questa scellerata condotta saranno pagate a lungo da tutti i calabresi, per questo, prima di uscire di scena, Loiero- ha concluso Mancini- farebbe bene a cospargersi il capo di cenere pregando anche il suo assessore all’ambiente di rimanere in Australia.

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La decisione del ministro Alfano di realizzare a Catanzaro la terza scuola di magistratura in Italia è un successo importante  per tutta la Calabria –così Giacomo Mancini del PDL.

Da cosentino mi rallegro per la legittima soddisfazione della città di Catanzaro- ha continuato Mancini- e mi compiaccio per questa bella vittoria che è stata possibile anche grazie alla forte iniziativa messa in campo dal coordinatore del PDL Giuseppe Scopelliti che, anche in questa sfida, si è speso con la stessa passione che lo ha animato per il conseguimento del riconoscimento di Città Metropolitana per Reggio Calabria.

Questo bel risultato rappresenta perfettamente l’impegno concreto e fattivo di una nuova classe dirigente che sia a Roma che in Calabria mette fine con i fatti ad un vecchio campanilismo sterile e inconcludente e che lavora –ha concluso Mancini- alla definizione di un progetto di crescita virtuosa che riguardi tutti i territori calabresi.

 

Mentre il ministro Prestigiacomo è alacremente al lavoro e comunica dati confortanti sulla salute del mare calabrese, l’assessore regionale all’ambiente si occupa dell’emergenza della Calabria andando in Australia. Sembra una barzelletta, ma purtroppo è la verità- così Giacomo Mancini del PDL.


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Nave veleni, Loiero chieda scusa ai calabresi

Inserito da staff il 27 ottobre 2009

Quella di oggi è una giornata felice per la Calabria, infatti, i risultati delle analisi diffuse dal Ministro Prestigiacomo, l’inattendibilità del pentito certificata dal procuratore Grasso e la definitiva certezza che il relitto a largo di Cetraro non sia quello della Cunsky, lasciano intendere che il mare calabrese non sia radioattivo- così Giacomo Mancini del PDL.

Tutto ciò provoca enorme  soddisfazione – ha continuato Mancini- per aver (al momento) scongiurato il rischio di una catastrofe di proporzioni immani per la nostra regione, ma insieme aumenta l’indignazione nei confronti di coloro i quali, ad iniziare dall’onorevole Loiero e dal suo assessore all’ambiente, in queste settimane hanno diffuso un allarmismo ingiustificato che ha messo in ginocchio l’economia calabrese.

E per questo adesso –ha concluso Mancini- l’onorevole Loiero farebbe bene a chiedere scusa ai calabresi  per non aver esitato a screditare la nostra terra, a distruggere la nostra immagine agli occhi dell’intero Paese e non solo, al solo fine di conquistare qualche voto in più.


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Di seguito il testo di un’intervista rilasciata da Giacomo Mancini all’AGI

Parteciperà alla manifestazione di Amantea?

Assolutamente no. Trovo più che giusto che dalla Calabria si faccia sentire la voce di un popolo che chiede di vivere in una regione sicura anche dal punto di vista ambientale. E, però, è imperdonabile che da un mese in Italia e all’Estero si sia strumentalmente diffusa l’idea che il mare calabrese sia radioattivo e pieno di scorie, solo per imbastire una polemica contro il governo nazionale. E ad Amantea ho l’impressione che per gridare forte contro il governo, vomiteranno veleni sulla Calabria. Un crimine imperdonabile contro la nostra terra.

Di chi la responsabilità di questa deriva?

Da quando il pentito ha parlato di questo relitto collegandolo ad un traffico internazionale di rifiuti, l’onorevole Loiero ed il suo assessore all’ambiente invece di affrontare con pacatezza e serietà il problema hanno dato polvere ai cannoni della propaganda anti Berlusconi  parlando di “bomba tossica” senza che esistesse un solo dato scientifico a conforto. Eppure da Loiero era lecito attendersi più equilibrio.

Perché?

Conosce perfettamente, per averlo sofferto sulla propria pelle, quanto possano essere fallaci e strumentali i racconti dei pentiti. Eppure subito è stato chiaro che quei racconti andavano registrati con molta cautela. Ha parlato dell’affondamento della Cunsky a largo di Cetraro, quando quella nave risulta essere stata demolita nel 1992 nel porto indiano di Alang. E poi…

E poi?

E poi questi fusti propagandati come radioattivi a detta del capo ispettore dei ricercatori del Ispra sembrano contenitori normalissimi in dotazione a tutte le navi e alloggiati sul ponte per contenere oggetti vari e non certamente sostanze tossiche.

Insomma si starebbe risolvendo tutto in una grande bolla di sapone?

Aspettiamo gli esami definitivi ,augurandoci che escludano ogni pericolo. E, però, i danni prodotti da questo allarmismo strumentale sono ingenti e rischiano di avere conseguenze devastanti. Pensiamo al settore turistico e a quello ittico: sono in ginocchio e non sarà facile risollevarli.

Cosa rimprovera a chi ha soffiato sul fuoco delle polemiche?

Chi ha responsabilità istituzionali ha il dovere dell’equilibrio. Il Presidente Pecorella della commissione parlamentare sulle ecomafie è stato anche in questa vicenda impeccabile. E’ invece imperdonabile che il massimo rappresentante istituzionale della Calabria  pur di lucrare un vantaggio in termini elettorali per la sua parte, non abbia esitato a distruggere agli occhi del mondo l’immagine della Calabria.

 

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Giuliano Vassalli è stato una delle figure più prestigiose della storia socialista, un fine intellettuale, un grande penalista, un insigne giurista -  così Giacomo Mancini del PDL.

Personaggio di spicco della Resistenza romana. Durante quegli anni difficili, tra l’altro, iniziò il lungo e fecondo rapporto di amicizia con Giacomo Mancini, suo collaboratore nell’organizzazione clandestina fino alla sua reclusione ad opera dei nazisti nel carcere di via Tasso dove venne torturato dalle SS. 

Nel dopoguerra –ha continuato Mancini- ricopri per il Psi diversi incarichi politici ed istituzionali di primo livello – consigliere comunale a Roma, parlamentare, ministro di Grazia e Giustizia, giudice costituzionale – operando sempre con grande equilibrio e competenza.

Con la sua scomparsa – ha concluso Mancini- il Paese perde uno dei suoi figli più illustri

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Ha perfettamente ragione il Presidente Pecorella quando invita a non creare ingiustificati allarmi che rischiano di avere conseguenze nefaste sulla già debole economia calabrese, pur in mancanza dell’accertamento di un reale pericolo – così Giacomo Mancini del PDL.

Purtroppo per la Calabria, però, la saggezza e l’equilibrio dell’onorevole Pecorella sono doti che l’onorevole Loiero non possiede, visto che –ha proseguito Mancini- da più di un mese insieme al suo assessore all’ambiente non esita a dipingere il mare calabrese come radioattivo, al solo fine di  alimentare una strumentale polemica contro il governo nazionale.

Non so se sulla linea dell’allarmismo Loiero riuscirà a puntellare la sua traballante posizione, e però quello che è certo- ha concluso Mancini -è che la posizione dell’attuale governatore ha provocato un danno enorme all’immagine dell’intera Calabria e ha messo in ginocchio il settore turistico e quello ittico.

 

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Socialisti; Montalto fu generoso e battagliero

Inserito da staff il 21 ottobre 2009

Piango con grande tristezza la scomparsa di Giovanni Montalto, militante socialista generoso e battagliero- così Giacomo Mancini del PDL.
Figlio di Ubaldo storico segretario della Camera del lavoro, nasce nel rione dello Spirito Santo a Cosenza. Fin da giovanissimo aderisce al PSI. Sempre vicino alle posizioni di Giacomo Mancini di cui fu fraterno amico e fidato collaboratore. Quando la militanza politica era ancora impegno totalizzante e anche sacrificio doloroso- ha continuato Mancini- Giovanni si distinse e si fece apprezzare per le sue capacità organizzative. In ogni campagna elettorale reclutava e dirigeva una fitta rete di attivisti che affiggevano manifesti e distribuivano la propaganda elettorale. Lo faceva con quel fare un po’ burbero, ma con quella sconfinata generosità che hanno conosciuto e apprezzato generazioni di socialisti cosentini. Si è speso una vita per il risultato degli altri. Sempre con grande altruismo. Tentò più volte di entrare in consiglio comunale. Ma in questo non fu fortunato. Ricordo che insieme a Giovanni, quando ero poco più che un ragazzino- ha proseguito Mancini- andai ad affiggere per la prima volta i manifesti. Facemmo la colla nei secchi e utilizzammo le scope sui muri. E quella notte mi raccontò di una vita con le mani imbrattate di colla e di cazzotti per non farsi coprire. Il sorriso di Giovanni mancherà a molti. Certamente a tutti coloro che pensano che la militanza politica debba essere guidata da forte passione e da profonda tensione morale. Esprimo con profonda commozione- ha concluso Mancini- le più sentite condoglianze ai suoi familiari e a tutti coloro che gli hanno voluto bene.    

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La due giorni del primo meeting delle Città del Mediterraneo ha aperto una nuova straordinaria opportunità di sviluppo per la nostra regione:  per la prima volta nella sua storia recente, la Calabria si è affacciata da protagonista sul panorama internazionale, dimostrando alle personalità straniere presenti a Reggio di possedere le capacità di recitare un ruolo di primo piano – così Giacomo Mancini del PDL..

A Reggio Calabria si sono gettate le basi di un progetto alto e ambizioso. Il governo Berlusconi, anche attraverso l’azione lungimirante del sottosegretario Stefania Craxi – ha continuato Mancini- ha disegnato per la Calabria una postazione di rilievo nello scacchiere mediterraneo e Giuseppe Scopelliti ha iniziato a consegnare alla nostra regione una prospettiva d’avvenire

Tale compito sarebbe dovuto toccare all’attuale governatore, ma la Calabria di Loiero non è interlocutore credibile né per il governo né per i partner internazionali. Si deve invece a Giuseppe Scopelliti – ha concluso Mancini- se la nostra regione rompe finalmente l’isolamento e apre un dialogo con le realtà complesse e dinamiche del Mediterraneo.

 

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Sarebbe il caso che l’onorevole Loiero ricordasse al suo assessore all’ambiente che egli è profumatamente pagato non già per alimentare allarmismi (al momento) ingiustificati, ma al contrario per dare ai calabresi risposte chiare che ancora mancano- così Giacomo Mancini del PDL.

E’ indecente- ha continuato Mancini- che al solo fine di guadagnare qualche voto per la sempre più traballante giunta Loiero, l’assessore all’ambiente continui a far passare il mare calabrese come radioattivo e contaminato da scorie pur in mancanza di un solo dato scientifico.

Invece di tante invettive contro il governo ed i suoi rappresentanti, i calabresi si attendono dalla giunta regionale, almeno per questa grave vicenda, un chiarimento semplice e definitivo- ha concluso Mancini.

 

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