Inserito da staff il 30 luglio 2009
Per risollevare la Calabria bisogna ci sono tre priorità: il turismo, il turismo e ancora il turismo- così Giacomo Mancini del PDL nel suo intervento al dibattito con Giuseppe Scopelliti dal titolo “la nuova stagione della Calabria”.
La nostra regione ha potenzialità immense- ha continuato Mancini- il patrimonio naturalistico spettacolare insieme alle ricchezze storiche uniche unite alla straordinaria offerta enogastronomia costituiscono una miscela inarrivabile: come mettere insieme il fascino del Chianti shire e gli scorci della costa Smeralda. La Calabria può ambire ad essere meta del turismo internazionale a cinque stelle.
Eppure siamo quasi all’anno zero- ha proseguito Mancini- Bastano due esempi: il mare con ottocento chilometri di coste, ma soli pochi tratti sono con l’acqua pulita ed i siti web che dovrebbero facilitare l’arrivo di turisti in calabria propagandandone le bellezze e che invece sono aggiornati al 2005! Questi dati- ha concluso Mancini- rappresentano il fallimento di Loiero e insieme il punto dal quale far partire la nostra azione.
Inserito da staff il 30 luglio 2009
La sfida è quella di mettere in campo una nuova generazione di dirigenti che faccia prevalere anche al Sud la politica del fare e che proietti a livello nazionale un’immagine positiva e di successo e che sappia imporre nell’agenda e nelle scelte di governo gli interessi della nostra terra – così Giacomo Mancini del PDL intervenendo al dibattito con Giuseppe Scopelliti dal titolo “la nuova stagione per la Calabria”.
Del resto quando ci sono le buone idee e non manca la determinazione nel battersi per farle prevalere, si trova sempre chi le sostiene e chi le appoggia anche lontano dai nostri confini –ha continuato Mancini- E’ successo, per esempio, quando il Sindaco di Reggio Calabria ha chiesto e si è speso fino a quando non ha ottenuto il riconoscimento per la sua splendida comunità dei poteri e delle funzioni che spettano alle città metropolitane.
Ecco perché a chi propone di creare un partito del Sud esibendo come elemento attrattivo le proprie clientele e la gestione disinvolta del denaro pubblico- ha concluso Mancini- nell’interesse del Sud bisogna contrapporre una nuova classe dirigente che si distingua per comportamenti limpidi e che elabori traiettorie di sviluppo sulla quale far nascere una sintonia diffusa nell’intero Paese.
– “Mancini: Non serve il Partito del Sud, serve gente onesta” da Il Domani della Calabria
Leggi l’articolo
- Sud: Mancini (Pdl) mettere in campo una nuova generazione di dirigenti” da Irisi press
Leggi l’articolo
Inserito da staff il 30 luglio 2009
Ma quale Wim Wenders! Per l’onorevole Loiero sarebbe molto più appropriato Neri Parenti -così Giacomo Mancini del Pdl, nel corso di una manifestazione con Giuseppe Scopelliti, ironizza sulla notizia data nei giorni scorsi dal presidente della giunta regionale Loiero secondo la quale il regista tedesco verrebbe in Calabria per girare un cortometraggio.
Il campione di incassi dei film di Natale -ha continuato Mancini- potrebbe girare in Calabria un nuovo episodio delle Comiche: con tutti gli spunti che hanno fornito il Governatore e la sua giunta sarebbe un successo assicurato.
E così Loiero a noi calabresi –ha concluso Mancini- invece delle solite lacrime amare, ci strapperebbe almeno per una volta, una risata.
Inserito da staff il 27 luglio 2009
Ho invitato gli amici di sempre e quelli nuovi per dare vita ad una riflessione comune che offra contributi e spunti di riflessione per definire il percorso del PDL per avviare una nuova stagione di buon governo in Calabria- così Giacomo Mancini del PDL presentando l’iniziativa con Giuseppe Scopelliti del prossimo 29 luglio a Camigliatello Silano dal titolo “la nuova stagione per la Calabria”.
La sfida che abbiamo dinnanzi è quella di risollevare una regione in ginocchio a causa del malgoverno del PD- ha continuato Mancini- La stella polare è la politica del fare che deve prevalere sul chiacchiericcio inconcludente di questi ultimi anni.
Per raggiungere la vittoria -ha concluso Mancini- è importante che il nuovo partito che stiamo costruendo insista sempre più nel dare voce e opportunità anche in Calabria alle nuove generazioni di dirigenti provenienti dal mondo del lavoro, delle professioni dell’imprenditoria che vogliono spendersi al servizio della nostra terra.
All’iniziativa insieme al coordinatore regionale del PDL Giuseppe Scopelliti parteciperà il vicario Tonino Gentile e altri autorevoli dirigenti del PDL della Calabria.
– “La linea giovane e innovativa del Pdl calabrese” sulla Gazzetta del Sud
Leggi l’articolo
– “Mancini in Sila lancia Scopelliti” sul Quotidiano della Calabria
Leggi l’articolo
Inserito da staff il 25 luglio 2009
Questo cortometraggio s’intitola “Viale Giacomo Mancini, le conseguenze dell’amore”, ed è costituito da una sequenza incalzante di immagini, di musica e di testo che dura circa sei minuti. L’unica voce è quella del sindaco Mancini che dice «la città deve sapere che io non l’ho ingannata» e che è di riferimento alla lunga campagna politico mediatica ordita con l’unico obbiettivo di infangare l’azione della sua amministrazione e che sta costringendo la cittadinanza a subire la chiusura del suo boulevard più importante addirittura dal 5 aprile 2005.
Inserito da staff il 22 luglio 2009
Scarica l’intervento pubblicato sull’edizione di oggi di Lab-socialista.
Leggi qui
Inserito da staff il 22 luglio 2009
Scarica l’intervento pubblicato sull’edizione di oggi di Libero di Vittorio Feltri a pagina. 12
Leggi qui
Inserito da giacomo il 19 luglio 2009
Il Sud non ha bisogno di un altro partito, ma di buoni politici.
Basterebbe forse questa considerazione per liquidare l’iniziativa di cui si discute in questi giorni.
E, però, depurando il tema dal tatticismo con cui viene agitato dai suoi proponenti che sembrano mossi solo dalla necessità di conquistare maggiore centralità o di uscire dalle difficoltà o addirittura dall’isolamento che vivono all’interno del proprio campo politico, ci si imbatte in una grande discussione che trova nuovi spunti anche nei dati di recente diffusi da Svimez che denunciano la fuga dal Sud di molte giovani intelligenze.
Secondo l’istituto che si occupa di monitorare l’economia nel meridione, infatti, nel periodo che va dal 1997 al 2008 oltre 700 mila persone hanno lasciato le regioni del Sud per trasferirsi al Nord.
Nello stesso decennio (questa volta la fonte è Bankitalia) 181 miliardi di euro sono stati stanziati per il Mezzogiorno.
Insomma i cittadini abbandonano il Sud, ma il Sud non è stato abbandonato dai governi che si sono succeduti nell’ultimo decennio.
Nonostante le responsabilità che si rimpallano reciprocamente le forze che si sono alternate all’opposizione con quelle che si sono succedute al governo, il Mezzogiorno è stato e continua ad essere sommerso di risorse. Nazionali e comunitarie.
Quello che manca al Sud, quindi non sono le risorse, ma è una classe dirigente capace di trasformare questi enormi flussi di denaro in sviluppo e in opportunità.
Purtroppo sono ancora in troppi quelli che considerano più facile prodursi in lamenti che produrre idee, che reputano più redditizio denunciare disattenzione da parte degli altri, che rimboccarsi le maniche e dimostrare quello che si è capaci di fare. Soprattutto tra la classe dirigente.
E da qui che deve iniziare un nuovo percorso per il riscatto del Mezzogiorno: occorrono donne e uomini che nei rispettivi ruoli nei partiti, nelle istituzioni, nelle imprese, nelle associazioni di categoria siano mossi dall’orgoglio dell’essere meridionali e insieme dalla consapevolezza che qui come (e anche più) che al Nord è possibile fare, realizzare, contare.
Nel corso della campagna elettorale per le europee che mi ha regalato la soddisfazione di essere dopo Berlusconi il più votato in Calabria tra tutti i candidati della mia lista, ho conosciuto tante persone, soprattutto giovani, animate da questo spirito.
Ed è proprio a queste giovani energie che occorre dare voce e speranza.
E’ questa la sfida dei partiti. Primo tra tutti del Pdl che nella modernizzazione e nell’innovazione ha la sua cifra e insieme la sua ragione sociale. E che, come hanno confermato le ultime elezioni, vince quando ha la capacità di spingere l’acceleratore fino in fondo sul terreno del cambiamento, arretrando, invece, quando offre una proposta contigua al modello che invece deve contrastare.
Allo stesso tempo, sarebbe auspicabile che su questa prospettiva si misurasse, dando vita ad una sorta di competizione virtuosa con il Pdl, anche il Pd che tante responsabilità ha nella cattiva gestione delle regioni e degli enti locali del Sud.
E per vincere questa sfida la strada maestra è quella di mettere in campo una nuova generazione di dirigenti che sappia imporre nell’agenda e nelle scelte di governo gli interessi delle nostre terre e non che subisca ed esaudisca in silenzio i desiderata di qualche luogotenente settentrionale (anche questo ho verificato in campagna elettorale) perchè pensa che soltanto così potrà essere garantita la propria permanenza nelle istituzioni.
Del resto quando ci sono le buone idee e non manca la determinazione nel battersi per farle prevalere, si trova sempre chi le sostiene e chi le appoggia anche lontano dai nostri confini.
E’ successo, per esempio, quando il Sindaco di Reggio Calabria ha chiesto e si è speso fino a quando non ha ottenuto il riconoscimento per la sua splendida comunità dei poteri e delle funzioni che spettano alle città metropolitane.
Del resto i grandi meridionalisti come Nitti, Salvemini, Fortunato, Villari, Gullo e Mancini hanno elaborato idee che inquadrassero lo sviluppo del Sud in un disegno di crescita nazionale ed intorno ad esse hanno creato un fronte di sostegno culturale, politico ed anche sociale che, a volte, è riuscito a vincere perplessità e resistenze.
Oggi mancano intelligenze di quel calibro e personalità di quello spessore, ma è pur vero che nel Mezzogiorno esiste un quadro vitale e dinamico che vuole uscire dalla crisi economica, sociale e morale che affligge ampia parte della nostra comunità.
Ecco perché a chi propone di creare un partito del Sud esibendo come elemento attrattivo le proprie clientele e la gestione disinvolta del denaro pubblico, nell’interesse del Sud bisogna contrapporre una nuova generazione di dirigenti che si distinguano per comportamenti limpidi e che elaborino traiettorie di sviluppo sulla quale far nascere una sintonia diffusa nell’intero Paese.
– Questo intervento è stato pubblicato dal Quotidiano della Calabria in prima pagina con il titolo “Partito del Sud? Sono meglio i buoni politici”
Leggi qui
– “Al nostro Mezzogiorno non serve una sigla ma una classe dirigente” su Libero
Leggi qui
– “Per il Sud serve la buona politica” su Lab-Il Socialista
Leggi qui
Inserito da staff il 15 luglio 2009
Giacomo Mancini ha ribadito la sua posizione sul Partito del Sud espressa nelle sue due recenti dichiarazioni anche in un’intervista con Alessio Falconio di Radio Radicale
Inserito da staff il 14 luglio 2009
Coglie nel segno Sandro Bondi quando sostiene che il Sud piuttosto che di un altro partito abbia bisogno di buoni politici- così Giacomo Mancini del PDL commentando l’intervento del Ministro per i Beni e l’e attività culturali su QN.
Ed infatti per promuovere il riscatto di un territorio afflitto da una grave crisi che non è soltanto economica, ma ancor più di natura culturale, civile e morale- ha continuato Mancini- non occorrono le strampalate iniziative di governatori falliti che si dimenano per tentare di mantenere quel potere che hanno utilizzato in maniera disinvolta, ma al contrario è indispensabile mettere in campo una nuova classe dirigente credibile e spendibile.
E per questo –ha proseguito Mancini- che il PDL in coerenza con la propria cifra innovatrice e riformatrice deve affrontare questa sfida investendo su una nuova generazione di dirigenti che pongano in essere comportamenti limpidi e che sappiano definire traiettorie lungimiranti che consentano di utilizzare al meglio l’autonomia nel governo del territorio che sta decisamente ampliandosi.
Sarebbe poi auspicabile- ha concluso Mancini- che a questo sforzo, in un’ottica di competizione virtuosa, non sia estraneo anche il PD che sconta i maggiori fallimenti nella gestione del potere nel Sud.
“Al Sud servono buoni politici” di Sandro Bondi
Leggi l’intervento
“Partito del Sud. Mancini: «Bene Bondi, servono buoni politici” da Agenzia Fuoritutto (testata giornalistica online)
Leggi l’articolo