Inserito da giacomo il 02 luglio 2010
La traiettoria che ispira l’azione politica del Governatore Scopelliti, della Sua giunta e della Sua maggioranza è quella delle azioni concrete che producono risultati tangibili per tutti i calabresi.
Questa impostazione ha caratterizzato il proficuo avvio della nuova legislatura e ha fatto conseguire risultati positivi in tanti settori.
Anche in quelli della programmazione nazionale e comunitaria.
Ad iniziare dalla definizione delle deleghe, il Governatore ha dimostrato saggezza e lungimiranza.
L’aver voluto affidare in capo da un unico assessore la responsabilità della guida politica dei dipartimenti che si occupano di programmare gli interventi strutturali e di reperire e incanalare le risorse per la loro realizzazione, costituisce un’innovazione positiva e importante rispetto al passato quando i dipartimenti programmazione e bilancio lavoravano guidati da due differenti assessori, senza alcun collegamento tra loro e spesso anche in conflittualità reciproca.
La definizione così ben ponderata della delega ci ha posto nelle condizioni migliori per porre le basi fin da subito per un’attenta politica di risanamento del bilancio regionale che ha come obbiettivo quello di cancellare gli sprechi ed eliminare gli sperperi, così da proiettare verso una prospettiva di spesa virtuosa la Calabria. E insieme ci ha consentito di guadagnare un’interlocuzione positiva nei confronti del governo nazionale e delle istituzioni europee per ridefinire l’utilizzo delle risorse anche alla luce della gravissima crisi economica che affligge le più evolute democrazie del pianeta.
Seguendo questa bussola in poche settimane di lavoro abbiamo organizzato i due dipartimenti iniziando dal conferire ai luoghi un decoro nuovo. Abbiamo chiamato a guidarli due brillanti quarantenni calabresi : una formatasi alla scuola dell’alta finanza londinese, l’altro affermatosi nel governo degli enti locali. Abbiamo, poi, recuperato alla nostra sfida, senza chieder conto della loro appartenenza politica, le migliori energie che abbiamo trovato e insieme ci siamo rimboccati le maniche per iniziare a correggere gli errori del passato.
In una delle prime riunioni di Giunta abbiamo provveduto a riportare all’interno del dipartimento programmazione le responsabilità tecniche e le funzioni dell’Autorità di Gestione del POR 2000-2006 che inspiegabilmente risultavano in capo ad un differente dipartimento. Abbiamo definito la strada per consentire alle giovani e migliori intelligenze calabresi di collaborare con noi per il miglioramento della nostra terra modificando i regolamenti di selezione per la selezione dei consulenti e revocando i procedimenti che erano stati disegnati unicamente per garantire incarichi ai soliti noti.
Ci siamo messi in corsa per far guadagnare alla Calabria il “tesoretto” di 304 milioni di euro che il CIPE assegnerà alla nostra regione entro la fine del 2013 solo se la Calabria sarà in grado di offrire adeguati livelli di servizi essenziali ai suoi cittadini. Per farlo abbiamo concordato con il partenariato economico e sociale (mai coinvolto prima) un sistema di premialità che assegni maggiori risorse a quegli enti che dimostreranno di averle sapute investire garantendo congrui servizi a tutti i cittadini calabresi.
Abbiamo bruciato tutti i tempi non avvalendoci della proroga che ci era stata offerta dal Ministero della Sviluppo Economico.
La Calabria non ne ha avuto bisogno e per una volta ha tagliato tra le prime il traguardo.
Con queste credenziali ci siamo presentati al tavolo del Ministro Fitto con il quale abbiamo concordato un percorso che consentirà alla Calabria di realizzare quelle opere di cui da decenni si è solo parlato.
Infine abbiamo preparato il Comitato di Sorveglianza che si svolgerà a Cosenza il prossimo 20 luglio.
Nella cornice del centro storico di Cosenza, che in un passato mai dimenticato tornò all’antico splendore proprio grazie al buon utilizzo dei fondi comunitari, ospiteremo i dirigenti dell’Unione Europea e del Governo nazionale insieme ai quali definiremo il percorso che consentirà alla Calabria di investire a breve nei grandi progetti infrastrutturali e nelle iniziative imprenditoriali del settore privato che consentiranno alla nostra regione di proiettarsi in un ruolo da protagonista nel nuovo scenario del Mediterraneo.
Insomma siamo al lavoro. E i buoni frutti già si percepiscono. Andiamo avanti con grande impegno e determinazione consapevoli che il Governatore Scopelliti ha chiesto ed ottenuto un imponente consenso dai calabresi garantendo l’impegno di realizzare opere e di offrire servizi che migliorino la qualità della loro vita e non certamente per scrivere dotte pubblicazioni da riporre negli scaffali polverosi degli assessorati.
Di queste bastano e avanzano quelle che abbiamo trovato.
leggi questo articolo sul Quotidiano della Calabria
Inserito da giacomo il 08 aprile 2010
Ammiro la serenità di chi va al cimitero con frequenza a trovare i propri cari. Ho alcuni amici, qualcuno anche giovane, che ogni domenica mattina prima di sedersi a tavola con i propri familiari si recano a Colle Mussano e depongono un fiore sulla tomba di chi non c’è più. Apprezzo molto questo loro atteggiamento. Forse è frutto di un equilibrio interiore che probabilmente a me manca. Sarà per le ferite profonde che porto dentro di me. Ho trascorso tante ore a struggermi fissando la lapide di mia mamma a Bologna. E mi si raggela il sangue quelle poche volte che entrando nella cappella di Cosenza e alzando gli occhi, incrocio il nome del mio figlioletto. E’ per questo che alla visita alla loro tomba preferisco intrattenermi con i ricordi dei miei cari che in tanti momenti delle mie giornate mi fanno compagnia e mi danno conforto. Questa mattina, però, sono andato al cimitero a deporre un mazzo di garofani rossi sulla tomba di mio nonno. Oggi sono otto anni che non c’è più. E proprio questa mattina il banconista del bar dove spesso faccio colazione e con il quale solitamente scherzo commentando i risultati delle partiti di calcio, mi ha sussurrato con uno sguardo triste “è il mio compleanno e vi prego di portare un pensiero affettuoso a vostro nonno”. Sono tante, tantissime le persone che intersecano i ricordi della propria vita con quelli della sua. E’ la dimostrazione più evidente, e anche più bella, che il suo ricordo è profondamente vivo nella sua comunità. Mio nonno andava al cimitero. Non con frequenza metodica, ma certamente con una grande serenità di animo. Lo faceva da ateo e con spirito laico. Soffermandosi sui nomi scritti sulle tombe e sulle lapidi ricordava ad alta voce fatti della vita delle persone che non c’erano più e con loro della storia di Cosenza. Mi sono intrattenuto di fronte alla sua tomba, ancora troppo spoglia e ancora troppo disadorna, ricordando di quando mi fermavo, tenendogli la mano, nello stesso posto insieme a lui quando guardava i nomi dei suoi amati genitori. Ed ogni volta era un racconto di un episodio di tempi lontani. E poi pochi passi più giù un saluto a Paolo Cappello, il martire socialista. Oggi ha scritto di lui un bel ricordo mio padre, rievocando l’ingiusta e dolorosa persecuzione giudiziaria di cui è stato vittima. La Fondazione a lui intitolata per l’occasione ha realizzato uno splendido filmato ed una bella brochure. Per quanto mi riguarda mi riscaldo con i miei ricordi di nipote di un nonno splendido che tanto è stato importante e presente nella mia vita. Con l’impegno di lavorare fin da subito per organizzare per il decimo anniversario un grande evento culturale in cui sia coinvolto il fior fiore del mondo politico e accademico non solo italiano.
leggi il ricordo di Pietro Mancini
guarda il video della Fondazione
sfoglia la brochure della Fondazione
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Il Giornale di Calabria.it
Il Quotidiano della Calabria
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Ormai mancano solo poche ore alla fine dell’anno vecchio e all’inizio di quello nuovo.
E’ tempo di auguri. Anche da parte mia.
Auguri a tutti coloro che nel 2009 (da ogni angolo del pianeta) si sono collegati con il mio blog seguendo queste pagine. Auguri a chi ha voluto lasciare il proprio commento consegnandomi suggerimenti, apprezzamenti e anche critiche.
Auguri e grazie infinite a chi mi ha sostenuto: agli amici di sempre che ancora una volta mi hanno fatto sentire la loro preziosa vicinanza ed a quelli nuovi che mi hanno accolto con amicizia e generosità.
Auguri e sessantaduemilavolte grazie agli elettori che mi hanno votato premiandomi con la loro stima e la loro fiducia.
Quello che sta per iniziare sarà un anno di nuove sfide.
Lo affronterò con l’impegno e la determinazione di sempre.
Buon 2010 a tutti.
Inserito da giacomo il 19 dicembre 2009
E’ veramente paradossale, e la dice lunga sullo stato confusionale di una vecchia sinistra, che dirigenti politici e sindacali che dovrebbero impegnarsi nella creazione di nuove opportunità di lavoro, scendano in piazza per protestare contro un’opera che favorirà almeno 40.000 nuovi posti di lavoro ogni anno nella fase della sua realizzazione- così Giacomo Mancini del PDL.
Il Ponte sullo stretto è una grande opportunità per la Calabria, il Sud e l’intero Paese e con l’imminente avvio dei suoi lavori il premier Berlusconi ottiene tre importanti risultati - ha continuato Mancini- il primo è quello di dare forza alle grandi medie e piccole imprese, creando, appunto, nuova occupazione e nuova ricchezza; il secondo è quello di mettere con le spalle al muro l’ambientalismo più retrogrado che impediva la realizzazione in Italia di ogni grande infrastruttura; il terzo è quello di realizzare azioni concrete nell’interesse del Mezzogiorno.
La manifestazione contro il Ponte – ha concluso Mancini- offre la dimostrazione come da una parte c’è la vecchia sinistra che si limita alle chiacchiere, dall’altra un Governo che produce fatti concreti.
leggi Libero-news.it
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Inserito da giacomo il 19 luglio 2009
Il Sud non ha bisogno di un altro partito, ma di buoni politici.
Basterebbe forse questa considerazione per liquidare l’iniziativa di cui si discute in questi giorni.
E, però, depurando il tema dal tatticismo con cui viene agitato dai suoi proponenti che sembrano mossi solo dalla necessità di conquistare maggiore centralità o di uscire dalle difficoltà o addirittura dall’isolamento che vivono all’interno del proprio campo politico, ci si imbatte in una grande discussione che trova nuovi spunti anche nei dati di recente diffusi da Svimez che denunciano la fuga dal Sud di molte giovani intelligenze.
Secondo l’istituto che si occupa di monitorare l’economia nel meridione, infatti, nel periodo che va dal 1997 al 2008 oltre 700 mila persone hanno lasciato le regioni del Sud per trasferirsi al Nord.
Nello stesso decennio (questa volta la fonte è Bankitalia) 181 miliardi di euro sono stati stanziati per il Mezzogiorno.
Insomma i cittadini abbandonano il Sud, ma il Sud non è stato abbandonato dai governi che si sono succeduti nell’ultimo decennio.
Nonostante le responsabilità che si rimpallano reciprocamente le forze che si sono alternate all’opposizione con quelle che si sono succedute al governo, il Mezzogiorno è stato e continua ad essere sommerso di risorse. Nazionali e comunitarie.
Quello che manca al Sud, quindi non sono le risorse, ma è una classe dirigente capace di trasformare questi enormi flussi di denaro in sviluppo e in opportunità.
Purtroppo sono ancora in troppi quelli che considerano più facile prodursi in lamenti che produrre idee, che reputano più redditizio denunciare disattenzione da parte degli altri, che rimboccarsi le maniche e dimostrare quello che si è capaci di fare. Soprattutto tra la classe dirigente.
E da qui che deve iniziare un nuovo percorso per il riscatto del Mezzogiorno: occorrono donne e uomini che nei rispettivi ruoli nei partiti, nelle istituzioni, nelle imprese, nelle associazioni di categoria siano mossi dall’orgoglio dell’essere meridionali e insieme dalla consapevolezza che qui come (e anche più) che al Nord è possibile fare, realizzare, contare.
Nel corso della campagna elettorale per le europee che mi ha regalato la soddisfazione di essere dopo Berlusconi il più votato in Calabria tra tutti i candidati della mia lista, ho conosciuto tante persone, soprattutto giovani, animate da questo spirito.
Ed è proprio a queste giovani energie che occorre dare voce e speranza.
E’ questa la sfida dei partiti. Primo tra tutti del Pdl che nella modernizzazione e nell’innovazione ha la sua cifra e insieme la sua ragione sociale. E che, come hanno confermato le ultime elezioni, vince quando ha la capacità di spingere l’acceleratore fino in fondo sul terreno del cambiamento, arretrando, invece, quando offre una proposta contigua al modello che invece deve contrastare.
Allo stesso tempo, sarebbe auspicabile che su questa prospettiva si misurasse, dando vita ad una sorta di competizione virtuosa con il Pdl, anche il Pd che tante responsabilità ha nella cattiva gestione delle regioni e degli enti locali del Sud.
E per vincere questa sfida la strada maestra è quella di mettere in campo una nuova generazione di dirigenti che sappia imporre nell’agenda e nelle scelte di governo gli interessi delle nostre terre e non che subisca ed esaudisca in silenzio i desiderata di qualche luogotenente settentrionale (anche questo ho verificato in campagna elettorale) perchè pensa che soltanto così potrà essere garantita la propria permanenza nelle istituzioni.
Del resto quando ci sono le buone idee e non manca la determinazione nel battersi per farle prevalere, si trova sempre chi le sostiene e chi le appoggia anche lontano dai nostri confini.
E’ successo, per esempio, quando il Sindaco di Reggio Calabria ha chiesto e si è speso fino a quando non ha ottenuto il riconoscimento per la sua splendida comunità dei poteri e delle funzioni che spettano alle città metropolitane.
Del resto i grandi meridionalisti come Nitti, Salvemini, Fortunato, Villari, Gullo e Mancini hanno elaborato idee che inquadrassero lo sviluppo del Sud in un disegno di crescita nazionale ed intorno ad esse hanno creato un fronte di sostegno culturale, politico ed anche sociale che, a volte, è riuscito a vincere perplessità e resistenze.
Oggi mancano intelligenze di quel calibro e personalità di quello spessore, ma è pur vero che nel Mezzogiorno esiste un quadro vitale e dinamico che vuole uscire dalla crisi economica, sociale e morale che affligge ampia parte della nostra comunità.
Ecco perché a chi propone di creare un partito del Sud esibendo come elemento attrattivo le proprie clientele e la gestione disinvolta del denaro pubblico, nell’interesse del Sud bisogna contrapporre una nuova generazione di dirigenti che si distinguano per comportamenti limpidi e che elaborino traiettorie di sviluppo sulla quale far nascere una sintonia diffusa nell’intero Paese.
– Questo intervento è stato pubblicato dal Quotidiano della Calabria in prima pagina con il titolo “Partito del Sud? Sono meglio i buoni politici”
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– “Al nostro Mezzogiorno non serve una sigla ma una classe dirigente” su Libero
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– “Per il Sud serve la buona politica” su Lab-Il Socialista
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Inserito da giacomo il 12 luglio 2009
E’ veramente paradossale che chi, come gli onorevoli Bassolino e Loiero, è responsabile del degrado di due importanti regioni meridionali, meritando per questo innumerevoli critiche non solo dalle forze di opposizione, ma anche da settori del proprio partito, oggi pensi di potersi proporre come il difensore degli interessi dei cittadini del Sud.
Allo stesso tempo appare del tutto fuori luogo l’accostamento tra questa strampalata iniziativa e l’agire della Lega Nord: mentre infatti il movimento di Umberto Bossi ha conquistato ampi consensi nelle aree più produttive del Paese criticando un certo modo negativo di amministrare la cosa pubblica diffuso, anche ma non solo, in alcune realtà meridionali, i governatori della Campania e della Calabria hanno fatto proprio dell’uso più spregiudicato del potere la quintessenza del loro agire dando vita ad una fittissima rete clientelare alimentata con un uso quantomeno disinvolto del denaro pubblico.
Insomma ad un partito che faccia della tutela degli interessi sani dei cittadini meridionali dovrebbe essere negata l’iscrizione ai Bassolino e ai Loiero.
Ecco perché oggi lo sforzo del PDL (ma in una sorta di competizione virtuosa anche dello stesso PD) deve andare nella direzione di mettere in campo una nuova classe dirigente che faccia della modernizzazione e dell’innovazione la ragione del proprio impegno liberando le tante energie positive di cui è ricco il Mezzogiorno e definendo una grande strategia nazionale che abbia nel riscatto del Sud l’obbiettivo che accomuni l’intero Paese.
“Partito del Sud bocciato dai grandi partiti” da Il Messaggero
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“La critica di Mancini: «Chi ha rovinato il Sud non deve parlare in suo nome” da Il Domani
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“Partito del Sud: dovrebbe essere negata l’iscrizione a Bassolino e Loiero” da Insiemenews
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“I giovani ignorano l’esistenza dello statuto” da Lipari.biz
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“Il partito del Sud al centro del dibattito politico nazionale” da Italia informazioni
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“Partito del Sud. Dovrebbe essere negata l’iscrizione a Bassolino e Loiero” dall’agenzia Asca
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Inserito da giacomo il 09 giugno 2009
Ringrazio con tutto il cuore i 60346 elettori che mi hanno premiato con il loro voto. Un numero impressionante che mi fa venire i brividi soltanto a pensarci.
Lo considero un grande successo politico e personale. Sono stato votato in tutte e sei le regioni della circoscrizioni e in ognuna delle ventiquattro provincie.
I numeri spiegano meglio di tante parole. Li voglio snocciolare: Calabria 41007 preferenze (Cosenza 22351; Crotone 1373; Catanzaro 6018; Vibo Valentia 3692; Reggio Calabria 7573) Campania 10676 preferenze (Caserta 3079; Benevento 1131; Napoli 4216; Avellino 969; Salerno 1281) Puglia 3832 preferenze (Foggia 665; Bat 74; Bari 1274; Taranto 609; Brindisi 476; Lecce 734) Basilicata 1484 preferenze (Potenza 1797; Matera 769) Abruzzo 1484 preferenze (Aquila 458; Teramo; 279; Pescara 248; Chieti 499) Molise 766 preferenze (Campobasso 475; Isernia 291).
Sono orgoglioso del lavoro svolto. Il dato della Calabria mi inorgoglisce oltremodo. Tra i candidati del Pdl sono il più votato dopo Berlusconi.
A Cosenza, la mia città, il consenso che mi è stato tributato è quasi imbarazzante: 4927 preferenze. Tra tutte le liste e tutti i candidati sono quello che ha raccolto di più. Il secondo è Berlusconi con 3582 preferenze.
Un risultato così importante, però, al momento non mi consente di entrare al Parlamento europeo.
Mi dispiace. Per tutti coloro che mi hanno sostenuto. E perchè sono convinto che la Calabria meritasse un rappresentante in Europa.
Adesso ritengo giusto da parte mia ringraziare chi mi ha permesso di partecipare ad una esperienza così intensa e così importante.
Sono grato ai coordinatori nazionali del PDL ed in particolare a Denis Verdini e a Sandro Bondi che hanno voluto la mia candidatura. A Stefano Caldoro e a Stefania Craxi che mi hanno sostenuto insieme alle reti dei loro amici con amicizia e generosità.
Ringrazio di vero cuore il coordinatore del PDL di Calabria Peppe Scopelliti per la sua disponibilità per la sua lealtà. In questa campagna elettorale abbiamo consolidato una squadra che può ambire ad essere la classe dirgente della nuova Calabria.
Infine ringrazio nuovamente i 60346 elettori che hanno creduto in me e che sulla loro scheda elettorale hanno scritto Mancini.
Sono onorato della loro fiducia. A tutti faccio una promessa: lavorerò con ancora maggiore impegno per alimentarla sempre e per non deluderla mai.
– Dai giornali
“Mancini: soddisfatto e orgoglioso” da Gazzetta del Sud
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“Mancini: grazie a tutti, da Verdini a Scopelliti” da Il Domani
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“Mancini e De Magistris i più votati” da Gazzetta del Sud
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“Pdl leader indiscusso della politica cittadina” da Gazzetta del Sud
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“Pdl leader in città e provincia” da Gazzetta del Sud
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“Europee, nel capoluogo Mancini è il primo eletto” da Il Domani
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“Scopelliti: siamo più forti di prima” da Il Quotidiano della Calabria
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“Europee: Mancini (Pdl), non ce l’ho fatta ma dico grazie ai miei elettori” da Libero news.it
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“L’intervento: Grazie a tutti per il sostegno” da Lab il socialista
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Inserito da giacomo il 06 giugno 2009
Con l’ultimo comizio in piazza finito allo scoccare della mezzanotte è terminata la campagna elettorale. Fra poche ore apriranno i seggi.
Dagli umori che ho percepito in questo mese e mezzo, nel quale ho visitato tutte le sei regioni che comprendono la circoscrizione del Sud, la vittoria del PDL sarà fragorosa.
In ognuna delle provincie in cui sono stato ho registrato la voglia di sostenere la parte di chi fa, di chi realizza, di chi è impegnato a risollevare il Paese.
Gli insulti, le contumelie, le invettive che hanno intossicato questa campagna elettorale anche questa volta saranno sconfitte dagli elettori.
Sono molto soddisfatto del lavoro svolto.
E arrivato il momento di raccoglierne i frutti.
Ecco perchè chiedo il voto a tutti coloro che ho incontrato e con i quali mi sono confrontato. Anche su queste pagine (scusandomi se non sempre sono riuscito a rispondere immediatamente).
Chiedo il voto a tutti coloro che mi hanno seguito in questa campagna elettorale e che con il loro affetto mi hanno fatto capire che la mia candidatura ha rappresentato un’occasione per cementare una nuova grande squadra che vuole lavorare per un Mezzogiorno migliore: giovane, limpido, fattivo.
Ecco perchè chi scrive MANCINI fa vincere una nuova squadra, chi scrive MANCINI fa vincere una nuova speranza, chi scrive Mancini fa vincere un Sud nuovo.
Adesso vinciamo insieme.
Il fac-simile
Inserito da giacomo il 31 maggio 2009
Le visite alle pagine di questo blog aumentano ogni giorno. Sono felice dell’interesse che la mia campagna elettorale sta suscitando nel popolo della rete. E però leggendo alcuni commenti constato come ancora una volta abbia regione Silvio Berlusconi quando afferma che i nostri avversari sono accecati dall’odio.
Dispiace infatti leggere insulti, a volte volgarità. Dispiace che l’invettiva personale prevalga sul sereno confronto tra opinioni anche differenti.
Del resto ad una settimana dal voto l’opposizione preferisce riempire di tossine il dibattito politico compiendo uno sforzo indicibile attraverso un campagna di stampa intrisa di veleno solo per screditare l’immagine pubblica del premier invece di puntare l’attenzione sulle ansie e sulle speranze degli italiani.
Questa impostazione è facile ritrovarla leggendo alcuni commenti anche su queste pagine. Emerge l’avversione quasi personale contro Berlusconi e contro tutti coloro che si schierano con Berlusconi.
Ad essere criticati non sono le azioni politiche, ma le persone.
Ma in un quadro del genere è del tutto evidente che gli italiani il 6 e 7 giuno premieranno che ispira la sua azione al fare e puniranno chi sa solo insultare.
Inserito da giacomo il 28 maggio 2009
Roberto Galullo sulla prima pagina del Sole 24 ore di oggi, partendo dalla mia dichiarazione di non essere disponibile a comprare le preferenze che ho lanciato da questo blog alcuni giorni fa, tratteggia un quadro dal quale emerge la debolezza del sistema democratico del Mezzogiorno pervaso insieme da fenomeni degenerativi e da comportamenti negativi.
L’analisi è giusta e condivisibile. Il fatto che qualcuno si senta in diritto di avvicinare un candidato che non conosce promettendogli un pacchetto di preferenze in cambio del pagamento di denaro dimostra quanto in un certo mondo la pratica sia diffusa e per un certo verso esibita senza pudore.
E naturalmente vuol dire anche che a quel tipo di richiesta qualcuno è disponibile a rispondere positivamente.
E proprio da questo pounto che io ritengo debba partire una ferma azione di riscatto del Mezzogiorno che parta dall’affermazione di comportamenti limpidi e positivi ad iniziare da coloro che si candidano ad essere classe dirigente.
Ecco perchè coglie ancora una volta nel segno Sivio Berlusconi quando dice di investire su volti nuovi e su aria fresca. Intesi nel senso di promovere l’inserimento di energie giovani ed insieme di comportamenti impeccabili nella pratica politica e nel governo della cosa pubblica.
Da qui parte il riscatto del Mezzogiono. Da qui inizia la sfida del Popolo della libertà. Vinciamola insieme.